Neonato morto a Roma, chiuse indagini per omicidio colposo e favoreggiamento

Un triste aggiornamento per questa altrettanto triste e drammatica vicenda. Ricorderete tutti il piccolo Marcus Joannes De Vega, il neonato morto dopo l'applicazione di una flebo a Roma. E proprio ieri, con il deposito degli atti la Procura della Repubblica di Roma ha concluso l'indagine, e già tra 20 giorni potrebbe essere chiesto anche il rinvio a giudizio per le persone coinvolte nell'indagine.

Per omicidio colposo e' indagata un'infermiera pediatrica, che inavvertitamente potrebbe aver collegato l'alimentazione centrale al cratere venoso applicato al neonato introducendo latte anziche' il medicinale. Sarebbe questo – usiamo sempre il condizionale, chiaramente- alla base di una gravissima insufficienza respiratoria nel bambino che poi morì. Per favoreggiamento sono invece indagati il primario della divisione di Neonatologia nonche' quattro medici, l'infermiere caposala dello stesso ospedale e il direttore sanitario dell'azienda ospedaliera.

Persone che secondo l'accusa avrebbero aiutato l'infermiera pediatrica "ad eludere le investigazioni dell'autorita' giudiziaria non informando quest'ultima di quanto accaduto e restituendo la salma del bambino alla madre senza informarla del fatto che al neonato era stata somministrata l'alimentazione enterale per via endovenosa".
Ora la parola naturalmente sta agli indagati, che entro 20 giorni potranno chiedere lo svolgimento di attivita' istruttoria e depositare le documentazioni che riterranno opportune.

La mamma, ricordiamo, aveva riferito di essere stata avvertita in ritardo della morte, e di non essere stata informata in modo chiaro sui motivi, mentre secondo gli ispettori inviati dal ministero la cartella clinica era lacunosa e sembrava addirittura essere stata manomessa, e l'infermiera aveva negato lo scambio di flaconi.

Foto | Flickr

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