Ancora razzismo - Donna somala denuncia: umiliata e minacciata all'aeroporto


Insultata: "negra di merda ora ti meno". Umiliata: spogliata nuda per ore in una stanzetta dell'aeroporto in attesa di subire una perquisizione anale e vaginale che per fortuna non è arrivata. Infine minacciata: "Ora passi i guai, ti leviamo i bambini". Questi gli ingedienti del nuovo episodio di razzismo romano, almeno a quanto denunciato da Sheikh Said Amina, una donna somala che questo pomeriggio ha raccontato di essere stata vittima di razzismo, per mano di agenti della polizia di frontiera, all'aeroporto romano di Ciampino il 21 luglio passato.

A solo un giorno dal pestaggio gratuito di un ragazzo cinese, dunque, ci risiamo col razzismo. Amina ha raccontato la sua esperienza, oggi, a casa sua, davanti a noi giornalisti. “Prima hanno insinuato che i miei nipoti fossero entrati illegalmente in Italia- inizia il suo racconto- Poi mi hanno fatto spogliare nuda in una stanzina e hanno tentato di farmi una perquisizione corporale accusandomi di portare dentro di me qualche tipo di droga".

"Mi sono dovuta spogliare- continua la donna, e sono rimasta ferma in piedi per tre ore mentre le mie valigie venivano aperte. Alcuni agenti hanno poi infilato i guanti di lattice per una perquisizione vaginale ed anale. A quel punto, però, io mi sono opposta". E’ stato allora, racconta Amina, che sono iniziate le minacce e gli insulti razziali. “Un agente- continua il racconto- mi ripeteva ‘Sono sicuro che hai la droga dentro il corpo’ mentre un altro mi minacciava ‘Negra ora prendi le botte. Ora ti portiamo a Rebibbia’. Assurdo”. La donna ed il suo legale hanno poi annunciato di aver sporto denuncia al Tribunale di Roma per ingiuria, minaccia, violenza privata ed perquisizione arbitraria. Il tutto agravato da odio razziale. Smentito che la donna avesse precedenti condanne per uso di droga. Confermato, invece, che Amina non trasportava nessun tipo di droga.

"La mia assistita in passato non ha avuto alcuna condanna penale per possesso o uso di droga. E lo stesso vale per suo marito che è stato assolto in un procedimento per differenti motivi- ha aggiunto poco dopo il legale della famiglia- Nei loro confronti c’è stata solo una segnalazione per consumo di Chata edulis, una sostanza tipica somala blandamente eccitante che viene usata spesso alle feste o ai matrimoni locali da sempre lecita in Italia fino a qualche anno fa”. “Si può a lungo discutere- ha aggiunto l'avvocato- se questa segnalazione potesse trasformarsi in uno spunto per più approfonditi controlli sulla mia cliente. Noi non contestiamo quello che è un diritto, e un dovere, delle autorità di frontiera. C'è differenza, però, da una perquisizione, a illeciti quali minacce e violenze di questo tipo”.

Foto (no Razzismo): Flickr

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