Girlfriend in a coma: docu-film sul declino politico e morale dell'Italia rimandato a dopo le Elezioni

La fidanzata in coma è l'Italia, una Bella Addormentata che assiste impotente da un ventennio ad un declino morale, politico ed economico, senza l'ombra di un principe intenzionato a svegliarla. È la protagonista del documentario indipendente realizzato da Annalisa Piras, film-maker e corrispondente da Londra per "l'Espresso", con Bill Emmott, giornalista ed ex direttore dell'Economist. Argomento spinoso non solo di questi tempi, con testimonianze su vizi e virtù del bel Paese che arrivano tra gli altro dal Primo Ministro Mario Monti, il regista Nanni Moretti, la femminista Lorella Zanardo, l’autore di “Gomorra” Roberto Saviano, il Presidente della Fiat John Elkann, il filosofo e romanziere Umberto Eco, il Ceo Sergio Marchionne, il fondatore del movimento Slow Food Carlo Petrini, l’ex Commissario Europeo Emma Bonino, la sindacalista Susanna Camusso e il direttore de La Stampa Mario Calabresi.

Infatti, l'anteprima programmate per il 13 febbraio al Maxxi, prima ancora di vedere il film è stata posticipata a dopo le elezioni, perché troppo politica, e in campagna elettorale non si fa politica! Maddai? Come se tutto quello che succede a Roma, città con due soli, fosse slegato dalla politica, anche quando la città non si fodera di cartelloni e cialtroni sul podio. La decisine politically correct del Maxxi ne è forse la prova? A loro dire non sembrerebbe. In ogni caso, la rete meno incline al bavaglio, ha impiegato ben poco a diffondere la notizia partita dal tweet di un attonito Bill Emmott, scatenando riflessioni, critiche, polemica e petizioni sulla censura di Girlfriend in a coma, già noto anche come GIAC. Con 'i politici' che fanno 'cabaret' raccontando barzellette che non fanno ridere nessuno, e gli scandali ridotti al segreto di Pulcinella, viene da chiedersi quale sia la vera ragione del rinvio … a voi la parola, ma prima di andare aventi mi piacerebbe conoscere anche l'opinione di favorevoli e contrari alla decisione.

… oltre forse anche al fatto che Emmott alla direzione dell'Economist, è stato tra i più feroci critici del regno di Silvio Berlusconi, “The man who screwed an entire country”, guadagnando dal cavaliere anche un paio di citazioni in giudizio.

Il MAXXI felicissimo di ospitare la proiezione dopo il 26 febbraio, attraverso il suo neo presidente ed ex sottosegretario alla cultura, Giovanna Melandri, giustifica la scelta come semplice adozione della pratica standard del Museo di non ospitare eventi legati alla politica durante la campagna elettorale

"Mi dispiace per Emmott e per le proteste ma non cambio idea: ho detto no all’anteprima di Girlfriend in coma il 13 febbraio perché sono convinta che sia mio dovere tenere fuori la campagna elettorale dal Maxxi, che è un museo pubblico, finanziato dai contribuenti".

L'attonito Emmott che con il titolo del film, ispirato al successo musicale degli inglesi The Smiths, esprimeva già il proprio affettuoso dispiacere per le sorti di questa fidanzata paralizzata , «davanti a questa terribile e calzante dimostrazione della tesi centrale di “Girlfriend”, cioè, che il declino italiano stia rapidamente giungendo al punto di non ritorno», ha fatto apello al “Foreign Office” britannico e firmato con la regista Anna Piras una lettera di protesta alla Melandri, inoltrata in copia anche al presidente del consiglio Mario Monti.

Gli stupiti dalla decisione a-politica non sono pochi, il direttore di Articolo 21, Stefano Corradino, ha anche lanciato una petizione

"perché non si dovrebbe proiettare un film “politico” prima delle elezioni? Se passasse questo concetto dovrebbe essere cancellata la programmazione dalle sale di decine di film italiani e internazionali, attualmente in circolazione, che hanno “valenza politica” quanto trattano di guerra, di lavoro, di eutanasia.

Il corrispondente di Cnn a Roma, Wolfgang Achtner, parla di "gravissimo e ridicolo atto di censura", da Twitter il direttore de La Stampa Mario Calabresi dichiara che se non si proietterà a Roma «allora lo faremo con La Stampa a Torino». Il rinvio della proiezione del Maxxi ovviamente non impedirà a Girlfriend in a Coma di essere visto in Italia durante la campagna elettorale, di sicuro venerdì 15 in prima visione su Sky Cinema Cult, e soprattutto di accendere quel dibattito critico che si porta nel DNA.

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