Un week-end senza Il Messaggero

Il Messaggero prima pagina

Strano week-end per gli affezionati del quotidiano stampato, soprattutto di un grande classico locale, romano, come Il Messaggero. Assente nei bar e nei caffè, ma soprattutto nelle edicole tra sabato e domenica.

Il motivo è nel piano di mobilità del giornale. Con tanto di documento online. E arriva anche un ANSA a confermarlo:

Roma, 3 febbraio 2013. Secondo giorno di assenza dalle edicole per Il Messaggero. Il quotidiano romano non è uscito ieri e oggi per uno sciopero dei tipografi, che hanno incrociato le braccia nelle giornate di venerdì e sabato. Il sindacato dei poligrafici, a fronte di un piano di 33 esuberi deciso dall'azienda, con 24 licenziamenti e 9 prepensionamenti, ha proclamato un pacchetto di cinque giorni di sciopero, due dei quali appena effettuati. Solidarietà ai poligrafici dal cdr del Messaggero, che «giudica inaccettabile» l'annuncio di 33 esuberi. «Il piano è da respingere - si legge in una nota - sia per le modalità di gestione degli esuberi (sarebbe la prima volta che vengono applicati in azienda licenziamenti collettivi), sia perchè la nuova grafica del giornale, così come emerso in queste prime settimane di utilizzo, non rende affatto superfluo il lavoro dell'area preparazione». Inoltre il cdr «ritiene possibile e auspicabile l'impiego di personale che l'azienda considera in esubero per lo svolgimento di attivit… attualmente affidate all'esterno oppure tuttora in fase di sviluppo». (ANSA).

Ma la crisi della stampa è globale. Tutti ci sono dentro. Chi lavora da anni nel web, come il sottoscritto, non brinda a questa evoluzione naturale delle cose.

Tuttavia, citando Ghostbuster del 1984 ("print is dead"), non si può certo restare stupiti, e anzi ci si chiede perché non si sia provveduto in tempo a spostare mezzi, investimenti, persone e lettori verso il futuro, che è già adesso. Proprio ora mentre leggete.

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