E' morto Stefano Rosso, cantautore felice "con la chitarra e uno spinello"

E' morto questa notte Stefano Rosso. Aveva solo sessantanni. Veramente un peccato, perchè se ne va una delle voci che meglio raccontano e dipingono più che Roma, un modo di sentire e vivere tipicamente romano.

Chi di noi non si soprende di tanto in tanto a fischiettare il motivetto di "Una storia disonesta" (che bello, due amici una chitarra e uno spinello...)? I suoi versi e le sue rime sono di quelle che ti lasciano con un sorriso storto stampato sul viso, quell'ironia agrodolce di chi resta sospeso sul crinale sottile delle proprie debolezze e le elabora in pregi, traforma le personali sconfitte in propositi di successo. E, naturalmente, viceversa.

Stamattina ad ascoltare per radio "Allora senti cosa fo" mi sono sentito come quando piove con il sole. D'altronde Stefano Rosso, all'anagrafe Rossi, era un trasteverino doc (ascoltare "Letto 26" per intenderci)che ha iniziato a suonare la chitarra nel retrobottega del negozio di un fruttivendolo per poi entrare a far parte, negli anni settanta, di quella che è stata definita la scuola romana dei cantautori, con i vari Venditti, De Gregori, Rino Gaetano (e secondo me i due si somigliavano molto).
I funerali si terranno domani mattina alle 10 nella "sua" chiesa di Santa Maria in Trastevere.

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