Salta la commissione bipartisan guidata da Amato sul futuro di Roma - Lo stop dopo le parole di Alemanno sul fascismo

Era nata con le migliori intenzioni: mettere ad un tavolo semi permanente le più brillanti personalità giuridiche ed intellettuali della Capitale, nominate da Comune, Provincia e Regione in maniera rigorosamente bipartisan, per discutere su un progetto di riforma complessivo per Roma e le sue Istituzioni. L'avrebbe guidata l'ex premier Giuliano Amato. Era stata voluta dal sindaco e soprannominata la commissione "Attali De Noantri". Lo strumento attraverso il quale rendere Roma più moderna ed efficace, però, sembra essere saltato.

A pesare come un macigno sulla sopravvivenza della commissione, formalmente in stand by ma di fatto quasi morta, sono state le parole di Alemanno sul fascismo. Qualche giorno fa il sindaco aveva detto che il Ventennio "Non è stato il male assoluto, semmai lo sono state solo le leggi razziali". Da qui, secondo il centro-sinistra, l'impossibilità di lavorare tutti insieme per mancanza di uno spirito politico condiviso e la conseguente rinuncia dello stesso Amato. "Le dichiarazioni di Alemanno hanno pesato- ha spiegato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo- Nella storia di Roma ci sono molti uomini che hanno creduto nei valori della libertà e della resistenza. La mia volontà non era quella di cancellare un processo oramai già in corso ma non ci sono più le condizioni". "La commissione dedicata allo sviluppo della Capitale, è in stand by ma mi auguro che questostand by sia breve" è invece stato il commento di Alemanno.

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