Alemanno e il fascismo: Veltroni lascia il cda del Museo della Shoah

Dopo la vicenda del parcheggio del Pincio il sindaco di Roma Gianni Alemanno ritorna sulle cronache nazionali a causa di alcune affermazioni rilasciate nell'ambito di un'intervista al Corriere della Sera prima di partire per la visita al museo dell'Olocausto di Gerusalemme. "Non penso - queste le parole incriminate - che il fascismo sia il male assoluto non l'ho mai pensato: fu un fenomeno più complesso. Molte persone vi aderirono in buona fede e non mi sento di etichettarle con questa definizione. Il male assoluto sono le leggi razziali volute dal fascismo e che ne determinarono la fine politica culturale".

Dichiarazioni che hanno subito surriscaldato il clima politico. Su Polisblog ne parla, in dettaglio, Luca Landoni che anticipa anche la posizione di Veltroni pronto a dimettersi dal consiglio di amministrazione del Museo romano della Shoah in protesta con Alemanno reo di aver espresso "un giudizio 'doppio' sul fascismo". Un'ambiguità non chiarita e aggravata - sottolinea il leader del Pd - "dalle successive dichiarazioni che mi feriscono e mi fanno ritenere impossibile rimanere al mio posto nel comitato presieduto dal sindaco di Roma Alemanno".

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