Alemanno: "Il mio no al Pincio"

Il sindaco Alemanno prende carta e penna e scrive al direttore di Repubblica Ezio Mauro: "Io non ritengo che sia opportuno procedere alla costruzione del parcheggio del Pincio". A sorpresa, così, il primo cittadino chiarisce una volta per tutte la sua personale opinione su una telenovela che, come dicevamo ieri, ha movimentato, dal punto di vista politico, l'estate romana.

"Questa convinzione - scrive Alemanno - discende da una corretta applicazione del principio di precauzione che deve sovrintendere a tutte le decisioni in materia di tutela ambientale, artistica e archeologica. Il Pincio è prima di tutto un giardino storico tutelato dalla Carta dei Giardini Storici in cui si raccomanda che 'ogni modificazione dell'ambiente fisico che possa essere dannosa per l'equilibrio ecologico deve essere proscritta".

I 700 posti auto - è la filosofia del sindaco di Roma - possono essere utili per diminuire il numero di auto parcheggiate nel Tridente, ma la loro realizzazione non è risolutiva per la mobilità di questa zona di Roma, "obiettivo che può essere perseguito con soluzioni alternative forse ancora più efficaci come l'ampliamento del parcheggio del Galoppatoio".

Ma l'ultima parola spetta alle sovrintendenze che, "nella loro autonomia", dovranno "dire se esistono le condizioni per revocare l'appalto senza incorrere nell'illecito amministrativo".

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