Europa e Hiv: le presunte colpe di Roma

Una nuova eredità arricchisce il già congruo patrimonio lasciato dagli antichi romani. Questa volta, però, meno lusinghiero di altri: secondo una ricerca francese pubblicata su Infection, Genetics and Evolution, chi vive oggi nei territori un tempo dominati da Roma sembra essere più vulnerabile all'Aids rispetto ad altre popolazioni non colonizzate da Roma.

Gli studiosi dell'Università della Provenza hanno verificato che le popolazioni ai confini dell'impero romano sarebbero più protette rispetto al resto dell'Europa. La causa è rintracciabile in un gene che agisce come scudo anti-Hiv, la cui frequenza è molto variabile nel vecchio continente. Dall'analisi di circa 19mila campioni, risulta che il CCR5-delta32 oscilla tra lo 0% e il 6% in Italia, Spagna e Grecia, mentre in Inghilterra e Germania sale all'8-11%; addirittura al 15% in paesi molto a nord e nell'estremo est.

Eric Faure, a capo della ricerca, si dice convinto che i romani possano aver portato qualche malattia nelle colonie a cui le persone con la variante genetica anti-Hiv erano particolarmente suscettibili, e lasciando così una traccia genetica con conseguenze insospettabili fino ad oggi.

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