Impressioni di settembre: la favola del VeltroManno

Ricordate il "Veltrusconi", quella mitologica chimera politica agitata dai vari Casini, Santanchè e sinistrorsi arcobalenati durante l'ultima campagna elettorale? Quel mostro a due teste politicamente modificato si sarebbe dovuto cibare dei resti dei piccoli partiti(cosa buona e giusta) e avrebbe innaugurato l'era dell'inciucio permanente e del buonismo politico declinato nel politicamente corretto. Ad occhio e croce direi che il pendolino di Maurizio Mosca avrebbe partorito un pronostico più aderente alla realtà, fatta invece della solita baruffa condita di insulti ad alzo zero.

Ora, leggendo i giornali in questi giorni di ripresa della politica romana post-vacanziera, mi sembra di scorgere la sagoma di un nuovo animale politico. Durante la campagna per decidere l'inquilino del Campidoglio avevamo imparato a conoscere la forza graffiante degli artigli del Lupomanno, capaci di stracciare le vesti griffate della passata amministrazione e mettere a nudo le vergogne del quindecennale consolato Rutelli-Veltroni.

Apro i quotidiani ed in rapida successione scorgo il primo cittadino sul balcone affacciato sui fori con Ingrid Betancourt, consegnandole la cittadinanza onoraria e condividendo la proposta di Zingaretti per conferirle il Nobel per la pace; vengo a sapere che il sindaco è in partenza per la sua prima missione all'estero, un pellegrinaggio in Terra Santa; ha mandato auguri agli amici musulmani per il Ramadan; si trova (co)stretto in dispute ideologico-architettoniche per il nuovo centrale del tennis al foro italico, niente meno che con l'uomo forte di An a Roma, il deputato Fabio Rampelli; ha nominato Presidente della commissione per la Riforma di Roma capitale l'ex premier socialista ed ex ministro prodiano, Giuliano Amato(con tanto di paragone Brusca-Amato di Maurizio Gasparri); e, dulcis in fundo, sembrerebbe abbia abbozzato, dopo aver ascoltato il parer di 5 saggi, un "si può fare" per il parcheggio sotto il Pincio, trovando l'opposizione tra i tanti di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL alla Camera. Diverse volte mi sono stropicciato gli occhi trovando una incongruenza tra chi mi aspettavo di vedere e chi la foto mi proponeva.

Ora capisco che il nuovo Sindaco deve tener da conto, da una parte, gli interessi di tutti coloro che si sono esposti sostenendo la propria candidatura, e dall'altra, cercare di gettare ponti per mantenere rapporti con i gruppi oligarchici che in tre lustri di gestione ulivista nella capitale si sono fortemente strutturati in ogni settore di interesse più o meno pubblico. Ma ciò non scalfisce la mia impressione di questi giorni: un fantasma si aggira per la città, il Veltro-Manno.

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina: