L'Agenda Rom e Sinti per una integrazione adeguata

agenda rom e sinti

Le "agende" vanno molto di moda. Ieri l'Associazione 21 luglio ha presentato il documento Agenda Rom e Sinti. Dall'ossessione securitaria alla solidarietà responsabile. Un documento che rappresenta una carta di impegno dai principi essenziali per mutare radicalmente le politiche verso rom e sinti nella Capitale.

Il documento, che potete scaricare dal sito della Onlus, è stato curato da esperti nazionali e sottoscritto da 40 intellettuali romani, dalla Federazione Rom e Sinti Insieme e dalla Federazione Romanì, che rappresentano più di quaranta associazioni rom e sinte.

L’Agenda si pone l’obiettivo, nell’arco di cinque anni, attraverso il dialogo con le famiglie, di chiudere gli 8 "villaggi attrezzati" di Roma, così come richiesto da tempo dagli organismi internazionali e dalle autorità europee.

L'Agenda verrà ora sottoposta, da qui alle elezioni comunali, alle forze politiche, ai candidati sindaci e ai rappresentanti del terzo settore, al fine di richiedere una formale adesione. Leggiamo nella nota dell'Associazione:

"Negli ultimi 20 anni la cosiddetta questione nomadi è stata affrontata dagli amministratori di Roma con soluzioni spesso identiche e quasi sempre fallimentari, fondate su approcci di natura emergenziale e utili solo a un consenso immediato e propagandistico. Le tre passate amministrazioni, con i rispettivi Piani Nomadi, hanno clamorosamente fallito, spendendo in 18 anni per i circa 2.500-3.000 rom presenti nei villaggi attrezzati una cifra stimata pari a 120 milioni di euro. Questo significa che, per il bambino rom nato a Roma nel 1995, oggi maggiorenne, che vive in un container di un campo, senza alcun titolo di studio spendibile in ambito lavorativo, il Comune di Roma ha già investito e speso dalla nascita 45mila euro"

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