Giuseppe Gioachino Belli: 150 anni di sonetti, oscenità e folclori per la voce di Roma

Auguri in dialetto per il poeta di Roma, senza peli sulla lingua e la penna aguzza, aspettando "Er giorno der giudizzio".


C’era una volta un Re cche ddar palazzo
manno’ ffora a li popoli st’editto:
“Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo ve’nneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impicca’, nun ve strapazzo,
che’ la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun po’ ave’ mmai vosce in capitolo”.
Co st’editto anno’ er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, e’ vvero.

Li soprani der monno vecchio 21/01/1832

Aspettando elezioni di tutti i tipi e il carrozzone del carnevale, a 150 ani della morte di Giuseppe Francesco Antonio Maria Gioachino Raimondo Belli, Il Belli per far prima, la voce della capitale in vernacolo romanesco non ha perso la capacità di dispensare cultura popolare, folclori e colori locali, critica sociale, oscenità dei potenti e ripulsa per una religione ridotta a precetti divieti e digiuni, con quel corpus di 2.279 sonetti perfetti per animare anche il ciclo di incontri Giuseppe Gioachino Belli a 150 anni dalla morte. Il 996 da Roma all’Europa, a partire da domani.

« Io qui ritraggo le idee di una plebe ignorante, comunque in gran parte concettosa ed arguta, e le ritraggo, dirò, col concorso di un idiotismo continuo, di una favella tutta guasta e corrotta, di una lingua infine non italiana e neppur romana, ma romanesca. »

Giuseppe Gioachino Belli a 150 anni dalla morte. Il 996 da Roma all’Europa, con il ciclo di incontri e letture ad ingresso gratuito, che approfondiscono l'universo di questo “cronista” della plebe romana, messo a punto dal Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli con il coordinamento di Marcello Teodonio, si terranno dal 23 gennaio al 22 maggio al Teatro Argentina, inaugurati dall’incontro tra il poeta e Giuseppe Verdi:

    23 gennaio, ore 17.00
    “Rammento sempre con commozione le ore passate in casa Ferretti, ove trovavo frequentemente Belli! Che conversazioni piacevoli, pungenti e dotte!”. Giuseppe Gioachino Belli e Giuseppe Verdi
    a cura di Franco Onorati e Antonio Rostagno
    con Gianni Bonagura

    20 febbraio, ore 17.00
    “La mi’ Musa è de casa Miseroschi”. Belli e la Russia da Gogol’ a Solonovic
    a cura di Claudio Costa e Rita Giuliani
    con Angelo Maggi e Marina Tagliaferri

    20 marzo, ore 17.00
    “La giustizzia ar Popolo”. Sistema giudiziario e pena di morte nei sonetti di Belli
    a cura di Emanuele Coglitore e Michele Di Sivo
    con Paola Minaccioni e Maurizio Mosetti

    24 aprile, ore 17.00
    “Umana cosa è l’aver compassione agli afflitti”. Giovanni Boccaccio e Giuseppe Gioachino Belli
    a cura di Rino Caputo e Marcello Teodonio
    con Anna Lisa Di Nola e Stefano Messina

    22 maggio, ore 17.00
    “Il testimonio delle orecchie”. Leggere Belli
    a cura di Marcello Teodonio
    con Gianni Bonagura, Anna Lisa Di Nola, Angelo Maggi, Stefano Messina, Paola Minaccioni, Maurizio Mosetti, Marina Tagliaferri


Traduzione italiana de I Sovrani del Mondo Antico
C’era una volta un Re che dal palazzo promulgò questo editto per i popoli:
“Io sono io e voi noi siete un cazzo, signori vassalli bugiardoni, e zitti!
Io rendo diritto lo storto e storto ciò che è dritto.
posso vendervi tutti un tanto al mazzo.
Io se vi faccio impiccare non vi farei niente di male, perché la vostra vita ed i vostri averi io ve li concedo in affitto.
Chi abita in questo mondo senza il titolo di Re, o di Papa, o di Imperatore, non potrà mai avere alcuna voce in capitolo”.
Con questo editto andò il boia per corriere,
Interrogando tutti sull’argomento;
e tutti risposero: “è vero! è vero!”

Tutto questo aspettando il compleanno del 7 settembre, omaggiato nel cortile del Museo di Roma Palazzo Braschi, seguito da un convegno in otto sessioni (tra settembre e dicembre 2013), l’emissione di un francobollo celebrativo insieme con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (sabato 19 ottobre 2013), due incontri al Teatro Argentina (mercoledì 27 novembre e mercoledì 11 dicembre 2013), l’inaugurazione di una lapide commemorativa a Palazzo Poli dove Belli scrisse i suoi sonetti (lunedì 2 dicembre 2013), e una mostra al Museo di Roma (inaugurazione martedì 3 dicembre 2013, fino al 3 febbraio 2014).

Foto | Wikipedia

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