Caso Cucchi: Stefano ucciso un'altra volta

caso cucchi 2013

L'epilogo del caso Cucchi forse è anche più spaventoso di tutta la sua orrenda storia. Il giovane arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto dopo una settimana all’ospedale Pertini di Roma, viene ucciso un'altra volta dalla giustizia, si fa per dire, italiana.

I periti incaricati dalla III Corte d'Assise di Roma, di stabilire le cause del decesso indicano le colpe nei medici (morte per abbandono terapeutico) e di fatto sorvolano sui presunti pestaggi ricevuti da Stefano. Il professor Luigi Barana ha sostenuto che "l’evento morte di Stefano Cucchi era prevedibile" e che i medici che operavano al Pertini non trattando il paziente in maniera adeguata ne hanno determinato il decesso.

Gli stessi medici, secondo l’esperto Marco Grandi, non hanno saputo individuare il quadro patologico del paziente e hanno dunque avuto condotta colposa a titolo di imperizia e negligenza.

Il giovane, secondo i periti, non fu avvisato che se continuava a digiunare sarebbe morto. E lo stato del corpo straziato di Stefano? Perché fu portato all'ospedale? E che fine hanno fatto tutte le indagini sulle violenze subite in carcere?

I periti sembrano, su questo aspetto, perdere ogni ragionevole certezza. "Il quadro traumatico osservato si accorda sia con un'aggressione, sia con una caduta accidentale" (?) E "non vi sono elementi che facciano propendere per l'una piuttosto che per l'altra dinamica lesiva". "I riscontri clinici riferibili alle lesioni risalgono al pomeriggio del 16 ottobre 2009 e non contrastano con un'epoca di produzione di poco anteriore".

Anzi, sempre per i periti, le lesioni non erano motivo di ricovero. Il documento parla di "lesioni circoscritte" al capo e alla regione dell'osso sacro "di per sé non idonee a influenzare metabolicamente sull'evoluzione clinica infausta della sindrome da inanizione". "Solitamente queste lesioni non richiedono neppure il ricovero del paziente in ambiente ospedaliero".

Certo, vanno in ospedale gli inviati di Striscia la Notizia per un buffetto, ma sei hai la testa e l'osso sacro lesionati stai benone..

Il massimo poi si raggiunge sulla spiegazione dello stato in cui si presentava il corpo del giovane. Roba degna di una diagnosi cinese per un prigioniero politico.

Gli esperti dichiarano che sono state riscontrate "una serie di lesioni ed escoriazioni crostose, persino ulcere, che possono trovare la loro eziologia in microtraumi (sfregamenti, grattamenti, aree di appoggio e da decubito) anche di epoca precedente all'arresto, in manovre relative al trattamento da parte dei sanitari e persino nelle condizioni patologiche del Cucchi; esse quindi non possono essere attribuite con certezza ad episodi traumatici di una certa violenza/entità avvenuti tra l'arresto e il ricovero".

Capito? Cucchi se l'era procurate da solo. Magari faceva il fight club con esseri invisibili. Chi lo sa. Oppure torna in voga la famosa "caduta delle scale". Il padre di Stefano, Giovanni, si sfoga disperato:

"Ho ipotecato casa, oggi erano in aula i miei consulenti venuti da varie parti d’Italia e da me pagati. Il pm però si è opposto a far sì che fossero loro a porre le domande ai periti della Corte. Voglio capire perché e voglio delle scuse; anche perché ritengo necessario un confronto approfondito che solo tra periti è possibile esplicare in modo completo. A tale confronto ritengo che lo Stato non dovrebbe rinunciare per nessun motivo. Pretendo le scuse dal ministro della Giustizia. Ho consegnato mio figlio allo Stato sano. È stato ucciso e io sono costretto a subire affronti in aula. Stefano è solo la punta di un iceberg che evidenzia come sia il sistema che non va. Un sistema che presenta aspetti negativi che non si vogliono fare emergere. Speriamo che la sua morte serva almeno a fare emergere questi aspetti negativi per correggerli".

Ma ancora una volta è la sorella, Ilaria Cucchi, a fare la dichiarazione più onesta e coraggiosa:

"Secondo i periti la morte di mio fratello è per colpa medica, come la procura voleva dal primo momento: tutto per non dire che nella morte di mio fratello è stata fondamentale la responsabilità delle istituzioni".

Ricordiamoci tutti che senza le foto (che noi proponiamo per la prima volta solo ora) tremende che la famiglia decise di dare in pasto alla stampa (sempre brava a speculare sulle notizie "fresche" per poi dimenticare i verdetti finali) probabilmente tutto questo lungo, nuovo calvario, non sarebbe mai successo...

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