Roma 1960, le migliori olimpiadi di tutti i tempi secondo lo scrittore David Maraniss

Rome 1960Quelle di Roma 1960 sono state le Olimpiadi di un mondo che cambiava. La Guerra Fredda stava facendo tremare l’intera popolazione mondiale, e vedere atleti sovietici gareggiare accanto agli atleti americani delineava quell’evento come un qualcosa in più di una semplice competizione agonistica.

Tra i concorrenti c’erano spie in ogni dove, quasi ogni nazione presente alla kermesse era contaminata da infiltrati. Su iniziativa di Giulio Andreotti, allora ministro della Difesa e Presidente del Comitato Organizzatore, fu inviato un diplomatico al dipartimento di stato americano per chiedere che i giochi fossero immuni da attività politiche e di propaganda.

C’era un certo Cassius Clay, non ancora Mohamed Alì, che con la sua medaglia d’oro cominciò la propria escalation di trionfi che di lì a qualche anno di distanza lo avrebbe portato ad essere l’atleta più celebre di tutti i tempi.

C’era tra gli atleti statunitensi Rafer Johnson, il primo portabandiera afroamericano. C’era il primo caso di doping, quello del ciclista danese Enemark Jensen, che collassò (e poi morì) per aver assunto per endovena un farmaco vietato.

Una rete televisiva, la Cbs, acquistò per la prima volta nella storia i diritti televisivi per la trasmissione delle competizioni olimpiche assicurandosi per 600mila dollari 20 ore di sport in diretta. Un’enormità per quei tempi.

È per questi e per tanti altri motivi che nel libro “Rome 1960”, attualmente tra i più venduti negli Usa, lo scrittore americano David Maraniss ha indicato quelle di Roma come le migliori olimpiadi di tutti i tempi, forse le ultime olimpiadi romantiche nella storia dello sport mondiale.

Via | Repubblica

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