Gita fuori porta: in giro a mangiar polenta

Smaltiti ma non troppo panettoni, torroni e affini (a Roma, in realtà, più pangialli e panpepati come ormai sappiamo), pensiamo già alla prossima abbuffata che, a un rapido sguardo al programma sagre che affollano questo fine settimana il nostro amato Lazio, sarà a base di polenta.

L’appuntamento più tradizionale, ormai giunto alla 38ª edizione, infatti, è quello di Villa Santo Stefano, in Ciociaria, dove la polenta è preparata con la stessa cura per i particolari del 1643, quando per la prima volta fu celebrato il rito dello “sfamo del popolo” in onore di San Sebastiano, tribuno originario di Narbona la cui conversione gli valse il martirio, che la Chiesa ricorda proprio il 20 gennaio, cioè domenica.

Qui tutto è un rito: alle 8 c’è l’accensione dei fuochi; alle 9 le massaie iniziano a preparare il sugo, ma l’oro biondo, la polenta, viene versata negli enormi paioli di rame solo a partire dalle 9.30, sotto l’attento sguardo del mastro polentaio il quale controlla che nessuno ne assaggi prima che la farina abbia bollito almeno un paio d’ore.

Più vicino alla capitale, e precisamente a Jenne, invece, la polentata di stagione viene accostata alla festa di Sant’Antonio Abate (il 17 gennaio) che secondo la tradizione introduce il pazzo periodo del carnevale. Qui, mentre si benedicono gli animali, la polenta viene cotta nel “callaro” e poi servita nelle tipiche scifette di legno e condita, naturalmente, da sugo, salsicce e pecorino locale. A parte, ma sempre nella stessa festa, viene servito il “fallone”, una focaccia tipica dell’epoca del cucù, con verdure di campo, “chiamate erbe pazze”.

Infine andiamo nel Reatino, a Orvinio, dove è il weekend del polentone: qui la polenta viene servita in bianco, accompagnata con salsicce alla brace e verdure, ma come insegna la tradizione, viene sporzionata a filo sul marmo, oltre a essere cotta in un tegame di rame e servita in piatti di legno. Prevista anche musica dal vivo, un mercatino artigianale per le vie del centro e un punto di informazione ambientale all’ingresso per le passeggiate del Parco dei Monti Lucretili.

Foto | Flickr

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