Le recensioni dei licei di Roma: il Newton di Viale Manzoni

Liceo Scientifico Statale Newton (foto tratta dal sito ufficiale)

Sulla scia delle febbre recensioni che sta impazzando su 02blog dopo la libreria recensita da Emiliano oggi 06blog vi segnala uno degli istituti scolastici più noti della capitale: il Liceo Scientifico Newton di Viale Manzoni 47, croce e delizia del sottoscritto dal settembre 1998 al rovente luglio 2003.

Edificio piuttosto kitsch con quei brutti mattoncini rossi all’esterno che tanto vanno di moda nelle scuole, è quasi un cazzotto in un occhio accanto alla bellezza della vicina Villa Altieri con la quale condivide il cortile d’accesso, recentemente risistemato.

Se non ricordo male la palazzina aveva subito un restyling generale che ne ha ringiovanito l’aspetto pur non essendo un lavoro eccezionale: una vernice di un grigio tendente a non si sa che cosa e porte in pvc bianco da azienda ospedaliera sono state il massimo dell’innovazione negli anni dei miei diletti studi.

In quanto a politica trattandosi di un liceo di Roma, è facile immaginarsi la tendenza: l’ambiente è fortemente di sinistra. Per 5 anni più che magliette adidas, puma e compagnia bella l’edificio era un trionfo di t-shirt rosse raffiguranti il "Che". Ma anche i prof non scherzavano, dichiarandosi apertamente nostalgici delle barricate del ‘68 anche se poi scoprivi che alcuni di essi sì e no potevano essere nati 10 anni prima.

Ovviamente ci sono delle eccezioni. La mia prof di latino del primo anno ad esempio, che per mantenere l’anonimato chiameremo Benito (il suo soprannome), ha sempre mostrato una certa nostalgia per i metodi disciplinari del ventennio: tutti in piedi al suo ingresso, due fisso per coloro che usavano il dizionario della biblioteca scolastica, quaderni controllati a tutti quotidianamente e 2 anche per coloro trovati senza compiti, urla a non finire (guai a parlare se non si veniva interpellati), ragazze vestite senza scollature e nessuna giustificazione per i ritardatari.

Per la gioia della mia classe andò in pensione già al termine del primo anno, anche se devo ammettere che con il suo latino ho campato di rendita per i quattro anni successivi, già ad ottobre sapevamo tutte le declinazioni e quasi tutte le coniugazioni.

A proposito di severità, qui l’approccio con gli studenti è piuttosto universitario: “Non vuoi studiare? Cavoli tuoi, non ti stiamo certo dietro, a fine anno te ne accorgerai!” E così è stato per molti. Ti lasciavano cazzeggiare quanto volevi, ma a giugno erano cavoli amari per tutti.

Nella mia classe su 30 persone che eravamo in partenza una si è ritirata dopo 3 mesi, 8 sono stati bocciati al termine del primo anno, un’altra si è ritirata l’anno successivo e altri tre studenti sono stati respinti al terzo. Per non parlare dei debiti, soprattutto quelli in matematica che per molti hanno pesato come un macigno fino alla maturità.

Il target di persone? Oltre ai fricchettoni (le “zecche”) che, come avrete capito, abbondavano in questo istituto, anche molti figli di papà (i "pariolini") e qualche “coatto”. Trovandosi poi quest’istituto a pochi metri dalla fermata di Manzoni è facile immaginare come molti provengano dalle zone a ridosso della Linea A, da Anagnina a Termini in particolare, ma anche San Lorenzo, Pigneto, Piazza Lodi e Casilino.

Anche per la sua vicinanza al centro la posizione del Liceo era strategica per gli abitudinari del marinare la scuola. In 10 minuti con la metro si era già sulle scale di Trinità dei Monti e col vicino 3 in un attimo si arrivava al bowling di Viale Regina Margherita, dove tra una partita e l’altra se ne andava una mattinata intera.

E poi la vicina Piazza S.Giovanni, sempre gremita di manifestanti di ogni colore, sempre ricca di eventi. Ricordo con piacere che il giorno del funerale di Alberto Sordi dovevo essere interrogato in trigonometria e non ero assolutamente preparato.

La prof. arriva in aula e dice: “Allora, che state facendo ancora qui? Andiamo, vi porto a vedere il funerale!”. Se prima ero solo un fan di Albertone, da quel giorno ne sono diventato devoto…

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