La Camorra nella Chinatown romana - Arresti all'Esquilino

La Camorra fa affari a Chinatown. E l'Esquilino, il più cinese e multietnico tra i quartieri romani, si ritrova al centro di un matrimonio mafioso tra la potentissima organizzazione criminale napoletana e la sua parente orientale, celebrato sull'altare del Dio commercio, sulle merci contraffatte e sul riciclo di denaro sporco tramite acquisizione di beni immobili ed esercizi commerciali.

E' quanto scoperto questa mattina dagli uomini della Dia della Capitale, impegnati per tutta la giornata in una serie di retate, arresti e sequestri di beni immobili che hanno fatto emergere una realtà inquietante: Roma, ed in particolare l'Esquilino, erano diventati la base del clan camorristico legato a Salvatore Giuliano, oggi pentito ma storico capo del rione Forcella di Napoli. Le indagini, in particolare, hanno evidenziato come la Camorra e la Mafia cinese avessero creato alcune società per reinvestire il denaro sporco prodotto dalla vendita delle merci contraffatte attraverso l'acquisto di appartamenti e negozi all'Esquilino. Molte, inoltre, le pressioni che le due Mafie esercitavano sui commercianti cinesi e romani al fine di imporre le loro merci ed in alcuni casi per indurre alla vendita dell'esercizio commerciale gli onesti commercianti.

Che la Camorra e molti emigranti cinesi facessero affari era cosa nota, almeno da Gomorra in poi. Che all'Esquilino alcuni esercenti fossero legati al traffico di merci contraffatte anche. Desta una certa impressione, però, sapere che la Capitale era diventata una vera e propria base della Camorra e che alcuni tra i bar, ristoranti e negozi che magari molti di noi romani hanno frequentato erano gestiti direttamente o indirettamente dalle mafie campane e cinesi. Per questo dal comune di Roma fanno sapere di voler "incrementare i controlli".

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