Violenza in ufficio, arrestato il segretario dell'Usae

Il segretario generale nazionale dell'Usae, Adamo Bonazzi, è finito agli arresti domiciliari per una presunta violenza sessuale ai danni di una dipendente del sindacato. L'uomo ha respinto le accuse parlando di macchinazione politica e di attacco interno all'organizzazione. Ma la denuncia della vittima è circostanziata e dettagliata nei particolari; un'altra lavoratrice dell'Usae ha poi confermato i modi discutibili del segretario affermando di non avere mai sporto denuncia per paura di essere licenziata. Gli agenti della mobile hanno anche recuperato alcune mail inviate dal 50enne Bonazzi ad altre impiegate in cui l'uomo si firmava con l'acronimo T.S.T., che celerebbe intenzioni ben precise («Ti sc... tutta»).

La vicenda che ha fatto scattare l'arresto risale ad alcuni mesi fa. La donna lavorava a tempo pieno da poco tempo: "Una mattina sono andata nell'ufficio del segretario per questioni di lavoro - ha raccontato alla polizia - e lui all'improvviso ha chiuso la porta, mi è saltato addosso e ha cominciato a baciarmi e a toccarmi dappertutto... Io l'ho respinto, mi sono divincolata con forza e, di fronte alla mia reazione lui mi ha lasciata andare". L'aggressione avrebbe avuto poi un seguito. Con la scusa di un possibile aumento, il Bonazzi avrebbe invitato la dipendente nel suo studio e lì le avrebbe fatto altre avances più brutali. Pochi giorni dopo, la donna si è presentata in questura convincendo gli specialisti della IV sezione all'intervento.

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