Tarantino premiato da Ennio Morricone al ritmo western di Django Unchained

Tarantino riceve il preio alla carrira da Morricone all\\\'anteprima di Django Unchained

Quentin Tarantino è arrivato in città, ha ricevuto da Ennio Morricone il premio alla carriere assegnato dal settimo Festival internazionale del film di Roma, e spopolato all'anteprima italiana di Django Unchained al cinema Adriano, al cospetto di rappresentanti dello 'spaghetti western vecchia maniera' del calibro (colt) di Franco Nero, già Django per Sergio Corbucci e protagonista di un cameo nel nuovo film di Tarantino, Giuliano Gemma, George Hilton, Gianni Garko, Nicola Di Gioia e Lucio Rosato, ma anche Ursula Andress e i registi Enzo Castellari, Sergio Donati, Mario Caiano, Giulio Questi, Ruggero Deodato, Nori Corbucci, Tonino Valerii.

Tarantino premiato da Ennio Morricone al ritmo western di Django Unchained

Dando una sbirciatina alle anteprime romane del 2013, torno nel west che arriva in città il 4 gennaio con il Django Unchained scritto e diretto da Tarantino, in tutte le sale solo dal 17 gennaio. Un film parecchio atteso dal pubblico di nostalgici e affezionati, che ha già saltato la proiezione al Festival internazionale del film di Roma 2012, ma proprio questo ha in serbo un bel premio alla carriera per il regista più pulp e apprezzato dell'ultimo ventennio, qualcuno non sa neanche perché, chi ha visto Pulp Fiction, Le Iene, Bastardi senza gloria o la saga di Kill Bill invece lo sa benissimo.

La consegna del premio non sarà all'alba, anche se Quentin Tarantino potrebbe arrivare con look da cowboy, ma sarà Ennio Morricone in persona a consegnarlo nelle mani del regista, tra gli autori della colonna sonora del film che spezza le catene della schiavutà (anche del genere) insieme ad Elisa, dopo aver nutrito la maggior parte delle atmosfere musicali di tanti film di Tarantino, e di quelli che lo hanno ispirato per questo ritorno allo spaghetti western, in omaggio al Django di Sergio Corbucci.

Anche se il film promette di alzare parecchia polvere e qualche critica fumante, non solo da Spike Lee, Marco Müller non ha dubbi sulle ragioni che hanno portato all'assegnazione del premio:

“La visione di Quentin Tarantino ha radicalmente influenzato il nostro immaginario collettivo nel corso degli ultimi venti anni. Tarantino è un regista profondamente americano ma molto europeo, (…) ha coltivato un progetto coerente di messa in scena, un progetto autoriale che cresce grazie alla sua sperimentazione con il linguaggio e anche per i costanti rimandi cinematografici. Di conseguenza i suoi film sono vivi e vivaci alle estreme conseguenze, spazzano via i codici e le convenzioni dei generi cinematografici, ma ciascuno di essi esprime bene lo spirito del suo tempo”.

Foto | © Getty Images

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