"Se si ferma la Metro non è colpa nostra". La risposta degli autisti Atac.

Atac metropolitana roma

"Pronto? Sono in metro, vorrei un taxi". Già, perché il telefonino magari va, ma è la metropolitana che si ferma. Abbiamo appena scritto della proposta di un risarcimento per chi viene "lasciato a piedi" dai mezzi pubblici. Ma cosa rispondono, per esempio, gli autoferrotranvieri?

Abbiamo chiamato al telefono due autisti Atac (mentre non guidavano, state calmi), categoria che vive sempre in una situazione faticosa. Perché in qualità di "uomini Atac" sono i primi (i più facili da incontrare) ad essere accusati dei vari disservizi.

Ci rispondono Alessandro Scarpa e Simone Ruggeri, coordinatori del Co.a.l.a., e rispettivamente segretario (Alessandro) e vice segretario (Simone) regionale settore trasporti dello SNALV (sindacato nazionale autonomo lavoratori e vertenze).

Cosa succede quando si ferma la metro? E perché si ferma?

Simone:

Quando si ferma la metro, per i più disparati motivi che vanno dalla scarsa manutenzione della rete aerea elettrica, alle infiltrazioni d'acqua che rischiano di danneggiare gli impianti a muro che si trovano lungo le banchine delle gallerie, la vetustà del parco treni che richiede manutenzione sempre più accurata e dispendiosa, i cittadini sperano di trovare in superficie un servizio adeguato di navette sostitutive per la tratta interrotta da servire.

Ma è impossibile. Oltre che alle consuete difficoltà di reperire autobus da togliere ai servizi ordinari di linea si deve tener conto delle problematiche della viabilità e congestione del traffico che non permettono agli autobus di raggiungere i siti dove nel frattempo la gente si è affollata. Inoltre, quando si ferma la metro, le ripercussioni sul trasporto pubblico provocano ritardi e disservizi sul resto delle linee, visto che i capolinea sono costretti a rinunciare agli autobus per supportare il servizio sostitutivo della metro.

Come reagiscono i passeggeri?

Alessandro:

I passeggeri, esasperati dai continui disservizi e mancanza di un adeguato trasporto pubblico in una città come Roma, ogni giorno si sentono sempre più abbandonati. A tal punto che quando si entra nelle navette sostitutive della metro sembra che si assista ad un assalto della diligenza, tutti contro tutti senza aspettare una navetta più confortevole.

Come detto, non essendoci un servizio di sostituzione adeguato si cerca di salire, in ogni modo, sul primo autobus disponibile. In secondo luogo gli autoferrotranvieri, i macchinisti della metro, gli addetti alla verifica e gli operatori nelle stazioni metro sono visti come nemici.

Altri invece li considerano come valvola di sfogo, essendo queste figure suddette l'interfaccia dell'azienda Atac. Altre ripercussioni si verificano sulla fidelizzazione del cliente facendo sì che quest'ultimo rinunci a lasciare la macchina nei mesi successivi a favore di un abbonamento che eventualmente garantirebbe, su larga scala, un introito per l'azienda e la fiducia della clientela per coloro che "dovrebbero" gestire il funzionamento del trasporto pubblico locale.

Perché venite presi di mira quando siete voi stessi "passeggeri" traditi quando siete sulla metro?

Simone:

Un concetto fondamentale che dovrebbe essere spiegato agli utenti è che noi autoferrotranvieri prima di essere lavoratori di Atac, siamo cittadini e pendolari e che, come molti altri, ci muoviamo da casa due/tre ore prima dell'orario di lavoro per poi arrivare nei siti di lavoro anche prendendo autobus, metro e treni regionali.

Molti credono che la divisa di Atac dia a noi privilegi che altri non hanno. Concetto senza fondamento, visto che noi siamo lavoratori che subiscono gli stessi disagi di altri migliaia di cittadini quando si verifcano disservizi; anzi a volte siamo proprio noi, che lasciati a noi stessi in mezzo la strada e al traffico, dobbiamo gestirli nel miglior modo possibile per ripristinare un servizio che per i più disparati motivi ha subìto dei rallentamenti e/o guasti.

Ma le colpe di chi sono allora?

Alessandro:

Le colpe vanno ricercate in ogni comparto del settore trasporti. E' un po' strano che nell'azienda del trasporto pubblico più grande d'Italia la metà della forza lavoro sia rappresentata da personale che non fa parte del "movimento".

Gli autoferrotranvieri reclamano la mancanza di personale non per capriccio, ma perchè stando loro per la strada ed essendo loro la forza lavoro sulla quale un'azienda di trasporto pubblico dovrebbe puntare, cercano di far capire che assumendo personale e aumentando il parco mezzi con autobus e tram nuovi si riscontrerebbe un'efficienza maggiore sulla qualità del servizio e sulla possiblità di poter coprire più turni e ridurre drasticamente il numero di guasti che sono un altro colpo di mannaia al TPL locale.

Quindi per capire di chi sono le colpe dovrebbe solamente chiedere agli organi competenti chi ha la responsabilità di far garantire che al trasporto pubblico siano garantite le basi per poter funzionare: personale di movimento (e non maggiorazione dell'amministrativo come lo scandalo "Parentopoli" ci ha insegnato) e rinnovamento della flotta dei mezzi di trasporto.

Perché c'è questa mancanza di personale?

Alessandro:

Fino al 2015 il piano industriale di Atac non prevede assunzione di personale e con la recente apertura (non senza problemi) della Metro B1 e la futura inaugurazione della Metro C si cercherà di tagliare autobus in superficie per recuperare personale da poter dirottare su altre linee.

Non manchiamo di ricoradare che ci sarà il problema del blocco del turno over per coloro che andranno in pensione e che Roma per due estati consecutive ha usufruito dell'aiuto e collaborazione di ragazzi professionisti e capaci nel loro mestiere: Gli interinali.

Questi ragazzi, anche se pochi, darebbero comunque un contributo fondamentale a noi del personale di movimento Atac e ai cittadini che avrebbero qualche ragazzo in più dalla loro parte a fare il proprio dovere, cioè a 'portare l'autobus'. Roma ha bisogno di questo, non di congestionamento degli uffici".

Ma cosa succede in giornate come quella del 21/12/12?

Simone:

La fine del mondo? Quasi. In giornate come quelle in cui si verificano blocchi del trasporto metropolitano automaticamente si paralizza il traffico. Roma si ferma e se accade nelle ore di punta l'esasperazione tra i pendolari raggiunge il picco massimo. In questi casi non basta la buona volontà dei lavoratori dell'Atac a risolvere i problemi, e se qualcuno ha dei dubbi credete a noi, lavorare in quelle condizioni è spiacevole tanto quanto essere tra coloro che stanno subendo in prima persona il disservizio.

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