Malagrotta: la nuova proroga la lascia aperta per altri 180 giorni

La paventata, ennesima, 'puzzolente' nuova proroga di Malagrotta è ormai ufficiale. Grazie al fallimento del piano dei rifiuti, del sistema di raccolta differenziata e dei provvedimenti emergenziali per la ricerca di soluzioni alternative, la città discarica della capitale continuerà ad essere la più grande e mefistofelica cloaca d'Europa ancora per un po', mentre il vicino sito di Monti dell’Ortaccio (del medesimo proprietario), dopo tante indagini e proteste, è stato designato discarica provvisoria dove “per un periodo di trentasei mesi, potranno essere abbancati esclusivamente rifiuti trattati”. Su questo fronte dobbiamo solo aspettare blocchi e rappresaglie.

Il Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nel territorio della provincia di Roma, Goffredo Sottile, fallendo gli obiettivi del suo mandato, nonostante ammonizioni e scadenze imposte dalla Commissione Europea, ha quindi prorogato l’esercizio della discarica di Malagrotta “al fine del conferimento del rifiuto intrattato per un periodo di 100 giorni e del rifiuto trattato per un periodo di 180 giorni”. Le repliche come potete immaginare non mancano, anche dopo il salto.

“Ci risiamo, il commissario che deve chiudere Malagrotta ne proroga la vita con una nuova ordinanza e continua pure a permettere lo smaltimento di rifiuti urbani indifferenziati, in barba alla procedura di infrazione già aperta dalla Commissione europea proprio su questo. E come se non bastasse sceglie pure come sito alternativo quello di fronte a Malagrotta stessa”.

Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, chiede le dimissioni del commissario Sottile, ma non è certo l'unico.

“Dopo mesi di attesa il commissario Sottile sta compiendo un grave errore indicando Monti dell’Ortaccio come sito provvisorio per la discarica. Comprendo che il commissario ha dovuto operare in assenza di una decisione da parte dell’amministrazione guidata da Zingaretti, che avrebbe dovuto oggettivamente indicare i diversi siti in un ambito territoriale ottimale esteso a tutta la provincia di Roma, ma non è accettabile che la scelta ricada ancora una volta nell’area di Valle Galeria”.

Più moderata la dichiarazione di Gianni Alemanno, che del resto porta 'l'acqua al suo mulino', chiedendo una sospensione della decisione in attesa dei nuovi poteri previsti nel Decreto sviluppo. Un mulino assediato da quanti spingono le critiche ben oltre i poteri di Sottile, come il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli.

“Oggi il commissario Sottile è stato costretto a prorogare la discarica di Malagrotta, visto il fallimento delle politiche sui rifiuti della Giunta Alemanno. Incapace di far funzionare gli impianti e aumentare la raccolta differenziata, Alemanno e la ‘sua’ Ama si sono contraddistinti solo per l’aumento del 20% della tariffa sui rifiuti e per l’assunzione nella municipalizzata di migliaia di ex terroristi di destra e ‘amici degli amici’. Ora, con la proroga di Malagrotta, nonostante Alemanno avesse promesso di chiuderla addirittura nel 2009, si compie l’ultimo fallimento del peggior sindaco che Roma abbia mai avuto. L’unica strada che resta ad Alemanno sono le dimissioni immediate. Ovviamente dopo aver chiesto scusa ai romani di questi cinque anni di scandali e malgoverno”.

Commento fotocopia arriva con il comunicato di Paolo Masini, consigliere comunale del Pd in Campidoglio.

“Alemanno aveva promesso, insieme con la sua compagna di partito Polverini, che avrebbe chiuso la discarica di Malagrotta prima nel 2009, poi nel 2010. Oggi il commissario Sottile ci dice invece che Malagrotta verrà prorogata, chissà per quanto altro tempo ancora. Un territorio già colpito ambientalmente e degradato si trova a subire questo ennesimo colpo a causa del fallimento delle politiche sui rifiuti di Giovanni Alemanno, il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto”.

Foto | © Getty Images

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