Antropologia urbana: le brigidine di piazza Farnese


"Zia, ma è una specie di cover, quella? Cioè, quando vogliono se la cambiano e cambiano pure colore?"

"Mamma, ma quando si mettono il casco si trasformano?"

"Ciccio, a me fa un po' paura"

I passanti che videro per la prima volta Superman giungere in loro soccorso, chiedendosi dapprima se si trattasse di un generico volatile, poi addirittura di un velivolo, non potettero sbagliarsi, riguardo alla natura dell'oggetto della loro meraviglia, più di queste vocine che sussurrano alle mie spalle, nella chiesa di Santa Brigida, a piazza Farnese.

Certo, la cosa che notiamo subito, nell'abito religioso di una suora brigidina, e soprattutto, nel guardarlo proprio nella chiesa della curia generalizia del suo Ordine, non è tanto la corona bianca in sé, che pure la distingue in fretta da qualunque altra suora abbiamo mai visto o temuto - e qui, chi ha frequentato anche solo una scuola materna religiosa, capirà.

La cosa che più ci impressiona è invece il confronto della figura che vediamo muoversi in quella navata unica, con l'immagine in ritratto (seconda cappella a sinistra) della santa fondatrice; confronto per cui è come se quest'ultima fosse il riflesso in uno specchio dell'altra, o la suora live fosse appena uscita dal quadro. Non ne siamo colpiti altrettanto quando la casa avviene con abiti meno caratterizzati, che passano più inosservati, tanto su tela quanto su carne ed ossa. Del resto, spesso, altri ordini non hanno conosciuto lo stesso rigore formale. In più, colla prima corona-reliquia indossata da Brigida in persona, esposta ai piedi del ritratto della Santa, le tre corone formano un sistema come di tre stati della memoria che si ha di Brigida: la realtà storica portata dalla reliquia, e i due modi di ricordarla, attraverso la pittura ed attraverso la propria stessa vita.

Giovani suore più tradizionalistiche - magari solo in bianco, o anche di quelle il cui ordine azzardi uno spezzato - guardano le brigidine sfilare fellinianamente a via di Monserrato, fra la curiosità e lo spavento e l'invidia. Come quando qualcosa che sta per diventare di moda, e non lo è ancora minimamente, viene avvistato per le prime volte; come quando vedemmo il nostro primo amico (che era uno che viaggiava) sudare in pieno ottobre incoronato dal pellicciotto di un giaccone Woollrich mai visto.

In realtà, quell'abito è più o meno intatto dalla metà del quattordicesimo secolo e, per quanto le cinque pietre rosse che l'adornano siano tutte e cinque simboli delle piaghe che Cristo portò, o forse proprio per questo, le brigidine portano la loro corona non senza una certa regalità.

(In più, sappiate, fra queste parentesi, che proprio le brigidine sono le suore che dovrebbero incuterci meno timore reverenziale in assoluto, perché ne è noto da sempre il senso dell'ospitalità e dell'internazionalità. Solo a Roma sono dotate di ben tre "case d'accoglienza": ostelli davvero molto curati. Ed uno di essi è proprio a piazza Farnese. Non poteva mancare un sito www.brigidine.org, con tanto di logo con la corona bianca, per informazioni anche su questo aspetto delle loro attività).

foto | giovanni per 06blog.it + logo brigidine.org

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: