Workshop fotografici d'estate - Il calendario della 10b photography gallery di Roma

Perfezionare le proprie competenze di photoshop. Apprendere, ascoltando la voce di fotoreporter di guerra, come si deve comportare un fotografo quando si trova in teatri bellici e quali siano il suo ruolo e le sue resposanbilità. Oppure mettersi alla prova e, dopo un'adeguata ma breve preparazione, uscire, scattare e creare un portfolio sotto gli occhi vigili di maestri d'eccezione. Vi abbiamo già parlato recentemente di 10b photography gallery, spazio espositivo permanente e laboratorio fotografico tra i miglieri d'Europa. Ora, a conferma dell'unicità di questo luogo, vi ricordiamo quali sono i workshop fotografici che 10b photography gallery ha organizzato per l'estate.

Primo workshop previsto, dal 20 al 22 giugno sarà "Photoshop avanzato", corso orientato ad una più specifica conoscenza di Photoshop e indicato per coloro che già sanno utilizzare questo programma. Il docente, Claudio Palmisano, entrerà nello specifico dell'elaborazione fotografica, spaziando dalle tecniche di digitalizzazione del materiale analogico, ai livelli di regolazione di luminosità e contrasto, fino all'archiviazione e gestione dei file. Il 24 giugno Samantha Appleton (per quest'ultima lista già chiusa), membra di Noor, si occuperà di "Conflict Photography" mentre dal 30 giugno al 4 luglio Stefano De Luigi con "I classici e gli outsider" si concentrerà sul ruolo del fotografo nei confronti della storia. E' prevista un'uscita fotografica e la preparazione di un portfolio mirato per l'editoria. De Luigi, neo membro di VII Network si occupa delle diverse visioni di moda, porno, cinema, cecità nel mondo.

Ed ancora: a seguire sarà il turno di Jan Grarup, membro di Noor che con "Fuoco su un'immagine: il Darfur", dal 6 all'11 luglio si concentrerà sul ruolo della fotografia in situazioni precarie, quando l'indagine è affiancata ad una denuncia umanitaria. "L'evoluzione di un linguaggio fotografico", il workshop che Pep Bonet, membro di Noor, terrà dal 13 al 18 luglio, verterà invece sui cambiamenti che sono intercorsi dall'utilizzo dell'analogico al digitale, ma anche su tutti gli aspetti di cui tener conto una volta concluso il lavoro fotografico (sovvenzioni, mercato editoriale, postproduzione, portfolio). Dal 19 al 24 luglio, infine, Yuri Kozyrev, membro di Noor, interpretarà il tema "Fotografia di guerra" con particolare attenzione al ruolo del fotografo sul campo. Segue un approfondimento, redatto da Stefano, del corso di Photoshop avanzato di Claudio Palmisano. Qui altre info sui workshop.

Il metodo di apprendimento dell' elaborazione digitale dell' immagine proposto da Palmisano, insieme ai canonici steps formativi, offre anche un approccio originale al photoshop avanzato, maturato in dodici anni di insegnamento, che lo hanno reso un nome tra i piu' noti e richiesti dai migliori fotogiornalisti e fotografi italiani e internazionali. Potremo definire questo approccio, senza tuttavia pretendere con ciò di esaurirne l'ampio ventaglio di potenzialità applicative, “a photojournalistic way to photoshop”, citando una delle tante espressioni usate dallo stesso Palmisano per descrivere la peculiarità del suo metodo di lavoro.

Non si tratta quindi di un metodo analitico e strettamente nozionistico che conseguirebbe il consueto risultato di costringere l'immagine fotografica nei limiti di una rigida compressione tonale. La peculiarità dell' insegnamento di Palmisano è quella di condurre l' allievo a vedere in modo olistico l' immagine digitale: e cioè ogni singolo dettaglio in modo non scisso ed isolato ma nel continuo nesso relazionale con le altre aree dell'immagine. Con un’ altra espressione anglofona dello stesso Palmisano, potremo dire che grazie a questo metodo :"You can see everything is in the file, with full colors and full blacks and whites". Attraverso una ripartizione comparativa delle diverse "lights" dell' immagine l' allievo potrà avere sott'occhio l' intera gamma di contrasti e cromatismi e finalmente imparare a scegliere la luce migliore per ogni zona dell' immagine.

La completa, olistica leggibilità dell' immagine garantita dal metodo di Palmisano, consentirà quindi all'allievo non solo di ottimizzare "levels and curves" e i diversi parametri dell'editing, ma anche di leggere in modo personale l' immagine: di fare emergere in essa uno stile ed una'interpretazione personale. Potremo allora legittimamente affermare che il metodo di Palmisano restituisce all’editing e alla stampa digitale quella feconda personalità, quella nitidezza e ricchezza di luci e contrasti che nell’ epoca dell’immagine tecnologica sembravano essere ormai irrimedialmente perdute e relegate solo più al ricordo, tanto bello quanto ineluttabilmente obsoleto, della fotografia su supporto analogico.

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