Villa Brasini "il castellaccio dei fantasmi"

Ad un passo dall'antichissimo Ponte Milvio, nel cuore della città, è situata Villa Brasini, che risulta immediatamente diversa dalle architetture "quadrate" di un quartiene pieno di aquile fasciste e marmi bianchissimi. La villa prende il nome dal suo progettista: l'architetto Armando Brasini (l'architetto alchimista), che in effetti era un pò un genio-pazzo dell' epoca (la villa è degli anni '20): "Brasini è uno dei grandi "intrusi" dell'architettura del Novecento: i suoi progetti e le opere, che pure hanno indubbi pregi architettonici, tranne rari momenti di casuale sintonia con lo spirito del tempo rappresentano, in genere, uno dei casi di allontanamento e rimozione di tale spirito. [...]".

Tantè che entrare nella Villa è un po' ritrovarsi in un pezzo di coppedè, con spazi angolari e ghirigori , una specie di "paesino" rinchiuso in un edificio. Un edificio talmente grande e complicato da essersi guadagnato il nomignolo di "castellaccio" . Un agglomerato di edifici e parchi, scaloni e cortili segreti, protetto severamente da guardie giurate che vigilano sulla privacy dei misteriosi vip che abitano la parte piu’ moderna, a nord.

Si dice anche che si trovi sul punto esatto in cui si incrociano chissà quale ascissa e quale coordinata dell'invisibile rete energetica che attraversa e sorregge la terra. La chiamano Villa del Pianto. Perche’ durante la guerra, e’ stata un quartier generale della Gestapo. Ci facevano gli interrogatori là dentro, le esecuzioni. Dentro quella casa si sentono sempre dei rumori. Dentro quella casa hai sempre la sensazione di una presenza. Brasini era un alchimista, ovunque, sui muri dei vari edifici che compongono la villa, ha disseminato bassorilievi e decorazioni che possono essere letti in chiave esoterica. Brasini era un illusionista. Capace, grazie alla sua abilita’ di decoratore, di trasformare qualsiasi superficie in marmo pregiato, semplicemente riproducendone le venature.

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