9 maggio 1978, in via Caetani c'è il corpo di Aldo Moro

Ritrovamento Moro

Sono le 13.30 del 9 maggio 1978 quando alla questura di Roma arriva una telefonata anonima: “In Via Caetani c’è il corpo di Moro”. Entro pochi minuti tutti i segretari dei partiti politici sanno che il cadavere nel portabagagli della Renault 4 targata Roma N56786 è dell’onorevole Aldo Moro. Il corpo viene ritrovato avvolto da una coperta di lana color cammello, una di quelle che ci sono in tutte le abitazioni.

Quando uno dei poliziotti ne alza un lembo, lasciando intravedere la faccia di Moro, da via delle Botteghe Oscure, chiusa al traffico, arriva un rumore di grida e imprecazioni. La folla vuole saperne di più, molti arrivano di corsa chiedendo notizie; qualcuno preme i cordoni dei reparti della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e dei Carabinieri qualcuno si arrampica sulle auto in sosta per meglio osservare quanto sta accadendo.

Alle 14.45 Padre Damiani, un sacerdote prelevato nella sua chiesa di Piazza del Gesù, conferisce l’assoluzione allo statista. Entro pochi minuti arriverà a sirene spiegate un’ambulanza che porterà il cadavere all'Istituto di medicina legale dove avrà luogo l'autopsia.

Si chiusero così i 55 giorni più lunghi della storia di Roma e d’Italia dal secondo dopoguerra ad oggi. A 30 anni esatti da quel triste epilogo rimangono ancora molti i misteri da risolvere sul rapimento Moro: la sottrazione delle borse in Via Fani, la mancata perquisizione del covo di Via Montalcini, il covo di Via Gradoli e soprattutto quali altre forze oltre alle BR avessero mostrato interesse o addirittura appoggiato il rapimento e l’uccisione dell’esponente democristiano.

Come ogni anno da 30 anni a questa parte oggi, Giornata della Memoria, vedremo il Presidente della Repubblica apporre una corona di fiori in Via Caetani, sentiremo bei discorsi di commemorazione da tutte le componenti politiche, guarderemo una bella fiction su Canale 5 ma ancora nessuno è disposto a fare chiarezza ed ammettere le vere responsabilità di quell’evento.

Fonti: Atlante di Repubblica, Doveva Morire

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