Festa del Cinema: Alemanno scrive all'ambasciata Usa per tranquillizzare gli americani - Riflessioni

I divi di Holliwood continueranno a venire a Roma, anche perchè fino al 2011 il presidente dela festa del Cinema di Roma, Goffredo Bettini, dovrebbe rimanere al suo posto, "ma la loro presenza non dovrà essere più effimera come in passato quando la stessa era priva di un progetto che comprendesse uno scambio di promozione delle produzioni italiane e statunitensi". Sembra essere questo il senso della lettera di precisazioni che il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha inviato questa mattina all'Ambasciata Usa per rispondere a quanti, nei giorni scorsi, avevano prefigurato una festa del cinema di Roma senza attori di Hollywood o addirittra cancellata.

Il neo sindaco, in poche parole, sta cercando di tranquillizzare gli americani che le loro star continueranno ad essere invitate alla festa. Il testo, molto vago e di difficile interpretazione per la verità, nulla dice sull'italianità della kermesse ma la sensazione è che la festa del cinema di Roma cambierà poco: si collegherà probabilmente al David di Donatello, avrà un occhio di riguardo in più per le produzioini italiane, ma continuerà ad ospitare quelle internazionali. "Non sarà una festa autarchica" ha detto ieri Alemanno che nella lettera scritta agli Usa aggiunge: "Le recenti notizie sul mio presunto pregiudizio sulla presenza di protagonisti del cinema Usa sono prive di qualsiasi fondamento".

Piccola riflessione. E' ovvio come il sole che cambiare radicalmente non giova a nessuno. Alemanno lo sa: nonostante le tante critiche di An negli anni passati è evidente a tutti che la festa del Cinema è un'occasione di crescita economico-turistica per la città oltre che un inimitabile volano d'immagine per Roma. Cancellarla o mettere al bando quei film che attirano così tanta pubblicità causerebbe un danno alla città ma anche al sindaco stesso privandoli entrambi di una vetrina internazionale importante. E quando si tratta di immagine i politici, si sa, si muovono con estrema attenzione... Segue il testo completo della lettera di Alemanno.

"Signor ambasciatore, recenti notizie apparse sulla stampa italiana e internazionale in merito ad un mio presunto atteggiamento pregiudiziale riguardo alla presenza di protagonisti del cinema americano nella nostra Città mi inducono a inviarLe questa breve nota. La notizia, priva di qualsiasi fondamento, è originata da un improvvido articolo del Sunday Times, rilanciato oggi da un giornale italiano, che mi attribuisce dichiarazioni, atteggiamenti e pensieri che non trovano il ben che minimo riscontro nella mia azione e nella mia cultura. Nel confermare la mia volontà di promuovere in tutte le forme possibili gli scambi e gli incontri tra la Città che ho l’onore di governare e il Paese che Lei rappresenta, mi pregio di inviarLe la presente. Il mio accento critico rispetto alle precedenti edizioni della Festa del Cinema riguarda infatti il modo con cui gli interpreti della cinematografia internazionale ed americana sono stati coinvolti. Ritengo che fino ad ora la partecipazione di questi interpreti sia stata limitata ad apparizioni effimere, prive di un progetto che comprendesse un reale scambio di esperienze e di promozione sul mercato delle produzioni italiane e statunitensi. L’ospitalità è uno degli attributi sacri di Roma e per nessun motivo la Città verrebbe meno a tale sua vocazione, in special modo con chi ha dimostrato nei suoi confronti un costante amore. I legami che ci uniscono, anche nel campo specifico di questa forma di arte, devono essere finalizzati a far crescere insieme il valore dell’attività cinematografica dei nostri due Paesi. In attesa di poter approfondire di persona l’argomento, La prego di accettare i sensi della mia considerazione".

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