Gita fuori porta: a Canino l’olio… vola!

Chiudete gli occhi e liberate le ali della fantasia: state volando verso uno dei paradisi del mondo, quando ecco che il paradiso si schiude nella vostra bocca e prende le forme voluttuose di un sapore unico, fruttato, che ricorda l’erba del prato appena falciata, ma anche l’amaro del carciofo con un pizzico di retrogusto piccante. Tutto merito dell’olio di Canino, primo Comune d’Italia ad aver ottenuto la denominazione dop per il suo ‘oro verde’ e che ora è stato adottato anche dalle migliori compagnie aeree per condire i propri piatti.

E pensate quanto siete fortunati: questa settimana non occorrerà pagare costosi biglietti aerei per degustarlo, ma basterà recarsi in questo piccolo paese di collina al confine con la Toscana, circondato da quasi tremila ettari di oliveti coltivati che producono ogni anno circa 42mila quintali di olio, grazie alla ricorrenza della 52ª sagra dell’olio.

Si hanno molte tracce, nella storia, di quanto l’olio di Canino sia sempre stato apprezzato: tra i primi estimatori può vantare addirittura Papa Paolo III nel ’400, mentre nell’800 era già utilizzato normalmente nei banchetti dal principe Luciano Bonaparte. Questo weekend lo potrete apprezzare nella tipica acquacotta alla viterbese, a crudo sulla “bruschetta più grande del mondo” e nell’impasto di pizzicotti e mostaccioli: dolcetti tipici che quest’anno sfideranno il Guinness per ottenere il primato di “biscotti più dolci del mondo”.

E voi potrete essere lì a godervi tutto questo e anche di più: nel programma ci sono conferenze sull’olio e degustazioni guidate nei frantoi, il ‘battesimo della sella’ per i più piccoli, il corteo storico con costumi risorgimentali, per i più attenti alla cultura mostre di pittura e fotografia, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e un concerto di gong e campane tibetane, per gli amanti dello shopping il mercatino di artigianato locale, antiquariato e modernariato e spunti per bomboniere fai-da-te, per gli appassionati di sport la quarta maratonina dell’olio, la seconda pedalata ‘pane e olio’, il tiro con l’arco e addirittura la gara di pesca (con annessa mostra ittica) e… il torneo di burraco.

Ma Canino non è solo questo. Canino offre a chi lo visita la splendida Abbazia di San Mamiliano, distrutta dai Saraceni e ricostruita dai Cistercensi, che si presenta come un antico castello e ospita all’interno il museo nazionale e il Palazzo comunale, ex residenza del Podestà e parte delle mura cittadine, oggi visitabile. Nei dintorni non perdetevi il suggestivo letto del fiume Timone né una corroborante passeggiata sui sentieri del Monte Canino (in realtà poco più che una collina) magari a cavallo, come un vero buttero maremmano.

Foto | Flickr

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