24 novembre Roma: lo smog blocca i veicoli inquinanti le manifestazioni tutta la città

24 novembre 2012 manifestazioni Roma

La concentrazione di polveri sottili (Pm10), ancora oltre la soglia accettata (50 microgrammi) nelle centraline di largo Preneste (59), corso Francia (57), largo Magna Grecia (54), Cinecittà (81), Fermi (52), Tiburtina (65) e Malagrotta (64), oggi dalle 7.30 alle 20.30, blocca per il secondo giorno la circolazione dei veicoli più inquinanti all'interno della fascia verde, mentre neanche lo smog ferma la protesta che oggi è pronta a bloccare la città da più fronti.

A coronamento di una settimana piena di manifestazioni, cortei, sit-in e occupazioni, oggi si fermano i veicoli inquinanti, mentre sarà inarrestabile la marcia su Roma del settore scuola e degli studenti, tra chi sfila in rosa per Davide, in nero con casa paund da piazza Mazzini a Ponte Milvio, di tutti i colori con gli antifascisti pronti ad impedirla da Piazza dell’Esquilino con gli antifascisti pronti a farsi sentire. In una città blindata, il prefetto Giuseppe Pecoraro ha già intimato che "mettersi in testa il casco è un reato, si chiama travisamento e si rischia come minimo di essere denunciati", stessa cosa per l'uso di 'armi improprie' (nel video a seguire). Dettagli, chiusure e deviazioni dopo il salto, in aggiornamento.


Sin dalle 9:00 la città si prepara a cortei e sit in, con gli studenti delle scuole medie a Piramide e gli universitari in piazzale Aldo Moro, entrambi non autorizzati, che puntano a Montecitorio indossando scolapasta al posto dei caschi, e proclamando logan contro i soprusi, mentre nel pomeriggio impensierisce il corteo di estrema destra da piazza Mazzini fino a ponte Milvio e il sit-in antifascista all'Esquilino, indetto da Sel e Anpi dopo il rifiuto del Prefetto di revocare l'autorizzazione di Casa Pound.


Se così vi sembra un po' riduttivo, in realtà la situazione è ben più articolata e la giornata inizia dalle 9 alle 14, con i 2000 partecipanti della manifestazione indetta da Cisl, Cgil e Uil, Snals settore scuola, che dopo il passo indietro di Cisl e Uil, non si tiene più a Piazza del Popolo ma a piazza Farnese, con possibili deviazione per la linea bus 116.

Più o meno nello stesso orario, i Cobas del settore scolastico sfilano in corteo da piazza della Repubblica a piazza Santi Apostoli, passando per viale delle Terme di Diocleziano, via Giovanni Amendola, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali piazza Venezia e via Cesare Battisti, provvederanno a chiudere strade e deviare il traffico al passaggio dei manifestanti, con possibili deviazioni o limitazioni per le linee H, 5, 14, 16, 30,40, 44, 46, 53, 60, 60L, 62, 63, 64,70, 71,75, 80, 80B, 81, 83, 85, 87,105, 117, 119, 160, 170, 175, 271, 360, 492, 571, 590, 628, 649, 714, 715, 716, 780, 781, 810, 910 e 916.

Nello stesso orario è previsto anche il sit-in dei Cobas a largo Bernardino da Feltre, davanti al ministero del’Istruzione, con le relative modifiche alla viabilità pubblica e privata, in caso di occupazione di viale Trastevere, soprattutto per le linee H, 3B, 8, 44, 75, 115, 125 e 780.

Seppur non autorizzati e non definiti, a partire dalle 10 dovrebbe partire anche il corteo degli studenti universitari da piazza Aldo Moro, e quello degli studenti medi da Piramide che puntano verso i palazzi del potere, tra Montecitorio, il Senato e Palazzo Chigi, con gli ombrelli aperti “per difendersi dall’eventuale caduta di lacrimogeni”.

“Passeremo in corteo per il quartiere di Testaccio ma non ci fermeremo lì. Proseguiremo poi verso il centro, perché ci sembra assurdo e antidemocratico che ci impediscano di raggiungere i palazzi del potere da cui dipendono le politiche di austerity che contestiamo”

Dalle 16 alle 20, sfila anche il temuto corteo indetto da “Casapound Italia”, che viste le premesse, con 6000 militanti che inneggiano lungo un percorso modificato che non passa più da piazza della Repubblica al Colosseo, ma da piazza Mazzini a Ponte Milvio, dopo aver percorso viale Mazzini, viale Angelico, piazzale Maresciallo Giardino e il lungotevere Cadorna e Diaz, quindi, lontano dal centro e dalle altre manifestazioni, sin dalle 13 ha disposto il divieto di sosta con rimozione (anche per moto e motorini) su piazza Mazzini e piazzale di Ponte Milvio. Temporanei stop o deviazioni o limitazioni di percorso sono previsti invece per le linee C2, 30, 32, 48, 89, 69, 186, 188, 200D, 220, 232, 233, 224, 271, 280, 301, 446, 495, 628 e 911, al passaggio della delegazione di "fascisti del terzo millennio" con la bandiera rossa e la tartaruga bianca su fondo nero che sventola su questo drappello di seguaci del Duce. Non lo dico io ma il leader Iannone "nostro modello e' Mussolini".

 
 
 
 
 
 
 
   
 


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La manifestazione indetta da Federazione della Sinistra e A.N.P.I. per la “Difesa della Costituzione e dei valori dell’antifascismo", da si-tin a Piazza dell’Esquilino è diventato un corteo in marcia fino a San lorenzo, passando per il Colosseo e via Labicana.

Gli studenti antifascisti, dopo aver dato fuoco al cappello di un vigile urbano, si sono comunque concessi un "aperitivo antifascista" al Colosseo, dove avrebbe dovuto passare il corteo di Casapound, strappato i manifesti di Giorgia Meloni incontrati lungo viale Manzoni e il percorso dal Colosseo a piazzale Tiburtino. Alle 18:00 ricominaicano a partire anche i bis limitatati, deviati e fermati dalla protesta.








 


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Dulcis in fundo arriva la nota congiunta di Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale e Maria Gabriella Zettera, portavoce del neonato Comitato Basta Cortei nel Centro Storico

"Il comitato nasce per dire basta a questi soprusi che tengono sotto scacco migliaia di cittadini, privati dei propri diritti. Roma viene ancora una volta umiliata e sottomessa dai manifestanti che mettono in ginocchio la Capitale sia sul piano della mobilità che dei costi da sopportare per la gestione degli eventi e per eventuali danni materiali. Oggi abbiamo assistito all’ennesima giornata di passione segregati nelle nostre case. Non siamo più liberi neanche di fare la spesa nel weekend unici giorni disponibili dopo una settimana di lavoro. Ora siamo stanchi. Nel corso del tempo non sono bastate le numerose firme raccolte e le petizioni depositate è il momento di scendere in campo e far sentire la nostra voce nei confronti del Sindaco di Roma, del Prefetto, del Questore e del Ministro dell'Interno Cancellieri che continuano a promettere protocolli d'intesa, regolamenti e nuovi leggi ma dopo anni la situazione è rimasta immutata. Non vogliamo limitare il diritto a manifestare ma servono delle regole che permettano di rispettare il diritto alla libertà e alla salute dei romani”.


Foto | © Getty Images

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