Dracula in 3D di Dario Argento, il maestro dell'horror alla première, saluta il suo pubblico

Premiere Dracula di Dario Argento

Applausi e gran successo al Barberini per la premiére di Dracula di Dario Argento 3D, in sala da stasera, distribuito da Bolero e presentato a Cannes.

Red carpet anche qui per il maestro romano del brivido e dell'horror. Accompagnato dalla figlia Asia, in splendida forma, e da altri protagonisti del film, tra cui la deliziosa Marta Gastini, la Mina del Conte Dracula.

Prima della proiezione sono state, come spesso capita in famiglia Argento durante le interviste di rito, sorprendentemente tenere, quasi timide, le dichiarazioni del grande regista davanti al pubblico (tra cui una fotografatissima Fiore Argento accompagnata da Roger Garth), che si rivede in parte nel famoso Vampiro ("I registi raccontano sempre se stessi"; vedi il video sotto)

Ci ha pensato Asia (il cui ruolo secondario le ha permesso di seguire meglio il lavoro del film) a raccontarci come il padre si sia divertito davanti al nuovo giocattolo del 3D, facendoci anche capire come questa tecnica così moderna (ma ancora agli albori) sia in effetti un ritorno al primo cinema, per la pesantezza dei mezzi e la lunghezza dei tempi di preparazione.


Il film è una fedele ricostruzione della più famosa storia vampiresca che si conosca (tanto che è difficile non essere distratti dalle parodie altrettanto famose che l'hanno esorcizzata), ma l'occhio di Argento scopre la possibilità di avventurarsi nelle prospettive più affascinanti della terza dimensione.

Così questo Conte Dracula (l'elegantissimo Thomas Kretschmann) assomiglia più ad una perfetta fiaba del terrore, stile Poe (tanto amato da Dario), che trascina nella Transilvania di fine ottocento, in mezzo ai boschi, accanto ad un camino crepitante, e alla presenza incombente del soprannaturale più oscuro.

Che può essere frenato solo con l'arrivo sulla scena del mitico e monumentale Rutger Hauer (il nostro Nexus 6 del cuore) nei panni di Abrahm Van Helsing, il più credibile di tutti gli ammazzavampiri visti sugli schermi (compreso quel genio di Mel Brooks).

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