Alemanno Roma dica no ai raduni fascisti!

Roma dica no ai raduni fascisti!

Basta cortei che inneggiano all'odio e al razzismo, sfilate di vecchi e nuovi camerati per le strade della Capitale incuranti di leggi nazionali, basta regali a Caso Pound, dall'immobile della sede da destinapre piuttosto ad un "Palazzo dell'amicizia fra i Popoli", a quel corteo indetto dai militanti di ultradestra per il 24 novembre, che non s'ha da fare! . Roma dica no ai raduni fascisti. Un proposito, un obiettivo, un gruppo che cresce su facebook, una richiesta e una lettera aperta inviata al sindaco Alemanno e ai Capi Gruppo Consiliari di Roma Capitale.

"Egregio Sindaco, Egregi Capi Gruppo Consiliari di Roma Capitale,
gli scontri dell'altro giorno a Roma e le tensioni (spesso di estrema destra) che attraversano l'Europa dimostrano la delicatezza del momento storico che stiamo vivendo. Un momento in cui i populismi, di destra e di sinistra, hanno un forte appeal presso le classi meno abbienti. (continua dopo il salto).


Alcuni chiamano questo fenomeno "antipolitica", noi riteniamo che si tratti di assenza di buona politica. I fatti di violenza e di razzismo di Roma - con una chiara radice antisemita - sono sintomatici di quanto andiamo dicendo da giorni: odio e fascismo vanno combattuti con tutte le armi del dialogo e della tolleranza. Ma anche con le ragioni del diritto e della civiltà: senza queste ultime prevarrebbe la prepotenza. Per questo, anche a fronte delle violenze inaudite davanti alla scuola ebraica di Roma, siamo a ribadire con forza la nostra contrarietà a cortei di chiara matrice estremista a Roma. Se è vero che la Costituzione garantisce libertà di espressione e manifestazione è anche vero che le istituzioni di Roma e del Lazio dovrebbero prendere le distanze da manifestazioni come quella di Casapound del 24 novembre.

La settimana scorsa abbiamo rivolto un appello, a tutte le Istituzioni di Roma e del Lazio, chiedendo di prendere una netta posizione sulla manifestazione del Mse a Roma. Al nostro appello - che non è quello di un gruppo di militanti di parte, ma di ragazzi di diversa estrazione politica e religiosa -, ha risposto "solo" il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Non ce la siamo presa: in fondo 200mila condivisioni su Facebook non sono un referendum. In fondo, in quella giornata, lei era occupato nell'ufficio di presidenza del Pdl. E in fondo lei ha già dichiarato che Roma è antifascista.

L'antifascismo, però, per come lo intendiamo noi, non è solo una parola. L'antifascismo è un valore costituzionale e culturale da tenere sempre vivo. Un retaggio culturale che implica oneri e che comporta una più alta identità nazionale.

Proprio per questo ci pare vergognoso assegnare un immobile del valore di 11.800.000 di euro al movimento Casapound. Sarebbe come, ci perdoni la metafora, combattere l'Aids e incentivare il non uso del preservativo. Insomma: non si può promuovere una cultura antifascista alienando, gratuitamente, immobili comunali a movimenti di estrema destra. Più in generale, peró, non puó passare la logica (a destra e sinistra) che occupare un immobile comunale equivale ad averlo. Se occupassero casa nostra o casa sua ci batteremmo con tutte le energie per riappropriarcene. Così se occupano il patrimonio immobiliare dei romani è giusto battersi con gli strumenti del diritto per riappropriarsene.

Forse non avrà avuto tempo, fra un'"evento catastrofico" e l'altro, per leggere il piano triennale dell'Amministrazione che governa, oppure le delibere che escono dalla Sua Giunta, ora che però è edotto sull'alienazione dell'immobile di via Napoleone III a Casapound intervenga. A tal fine chiediamo a Lei, ed a tutti i Gruppi Consiliari di Roma Capitale, o di cancellare l'alienazione del bene in questione dal bilancio o di stralciare un'eventuale delibera che ne assegnerebbe l'uso ad una nota associazione di estremisti di destra. E se proprio vuole usare quell'immobile per finalità socio-culturali lo faccia per creare il "Palazzo della Amicizia tra i Popoli". In un momento in cui l'Europa è debole serve un gesto forte dalla città in cui si firmò il Trattato di Roma. Siamo sicuri che anche i romani e il suo stesso consiglio capitolino apprezzerebbero".


Gianluca Melillo, Daniele Regard, Maruan Oussaifi, Vito Kahlun e Annalisa Chirico

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, invece

«È inutile che gli esponenti del Pd si agitino tanto per coprire la vergogna di manifestanti di estrema sinistra che non hanno soltanto provocato violenze contro la polizia ma hanno addirittura insultato la Comunità ebraica di Roma, davanti la Sinagoga, e obbligato più di mille alunni delle scuole ebraiche a rimanere all’interno degli edifici fino al termine del corteo.
Come Sindaco di Roma, ho chiesto una regolamentazione per lo svolgimento delle manifestazioni che deve valere per tutte le parti politiche, per evitare non solo il blocco del traffico ma anche il rischio di degenerazioni violente e di espressioni contrarie alla Costituzione.
Questi principi valgono per i Cobas come per Casapound, per i sindacati e per tutti i partici politici, senza nessuna preferenza né tendenza di parte. Questo fa la differenza con gli esponenti del Pd la cui unica preoccupazione è quella di strumentalizzare qualsiasi cosa.
Sono proprio i valori della democrazia e della Costituzione che ci insegnano che il diritto a manifestare si deve conciliare con i diritti di tutti i cittadini a essere difesi da ogni forma di violenza, di aggressività fisica e ideologica».

  • shares
  • Mail