Maratona di Roma 2008 : cronaca con foto

Foto Maratona di Roma

Più che una cronaca questa è l'esperienza di chi ha vissuto questo evento sportivo come volontaria. Di chi si è alzato alle 6:30 infilandosi una tuta blu di domenica mattina non sapendo cosa la aspettava. Con la stanchezza di chi odia le levatacce e la curiosità di vivere un evento così importante. I camion da scaricare erano quattro, enormi. Impossibile mi sono detta. Mi sono dovuta ricredere quando si sono moltiplicate le braccia, i visi sorridenti e le catene umane. Quando ho visto nascere dal nulla una lunga tavolata di ristoro in attesa degli atleti.

La partenza è stata emozionante: primi i disabili, con un grande applauso al passaggio di Richard Whitehead, come il famoso atleta Pistorius, privo di entrambe le gambe. Poi un fiume di atleti, lungo, lunghissimo, senza fine. Infine la stracittadina, con milioni di bambini, passeggini, cani, personaggi incredibili. E' proprio il termine giusto "manifestazione sportiva", perchè c'erano tantissimi cartelli che urlavano in mezzo alla folla, dalla spazzatura campana alla pubblicità delle Polisportive.

E la gente rapita da questo spettacolo multicolore, accalcata sulle transenne alla ricerca dei propri amici o parenti, o anche solo con il dito puntato vero qualche sindaco o presidente della Provincia. Immancabili. Come immancabili i dipendenti delle televisioni, della polizia municipale e dell'organizzazione, intenti a scroccare qualcosa dai nostri tavoli. Così mi ricordo di essere a Roma. Già perchè qui c'è tutto il mondo, una babele di colori e lingue diverse, ma anche dialetti italici di ogni provincia possibile.

L'attesa è lunga, ingannata solo dal lavoro. L'arrivo è accompagnato dallo scricchiolio delle coperte termiche sulle spalle dei primi che passano il traguardo, poi si arriva a gruppetti. La fatica si legge sul volto, si annusa nell'aria sudata, si palesa con il sale che incrosta le fronti, nelle urla di dolore per i crampi, nella supplica dei molti che ci chiedono di aprire il tappo di una bottiglietta d'acqua, stremati.

Rinfrancare spirito e corpi è il nostro ruolo, con un sorso di tè caldo o anche solo un sorriso. Così si scoprono milioni di dialetti, si imparano in poco tempo almeno 6 lingue, si vedono migliaia di facce. Facce di chi ha affrontato una sfida con sè stesso, di chi saluta gli amici che arrivano al traguardo, di chi è triste per non aver battuto per poco il suo record, di chi ci ringrazia per queste gentilezze inaspettate.

La Maratona è finita, ed io già non vedo l'ora che inizi la prossima.

Foto Maratona di Roma
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