La farsa quotidiana della manifestazioni a Roma

Studenti Santi Apostoli

Vi prendono in giro. E ancora non lo avete capito. Dopo decenni e decenni di manifestazioni, striscioni e slogan tutti uguali. Destra e Sinistra, di sopra e di sotto, in mezzo o di lato. Tra i fischietti e le bandiere, in mezzo alle camionette di polizia e carabinieri.

Oggi ne abbiamo altre. Ieri vi guardavo in piazza. Ancora una volta. Ancora a Santi Apostoli. Ancora gli studenti degli istituti superiori di Roma. Un centinaio di ragazzini che protestano "contro i tagli all'istruzione pubblica e contro la legge ex-Aprea". Vengono dal liceo Pasteur, dall'itis Einstein, dal De Amicis, dallo Stendhal, dal Fermi.

Nomi che, perdonatemi, ma si rovesciano nelle tombe solo ad essere accostati a certi rappresentanti. In coro, gridate: "No alle privatizzazioni: 10, 100, 1000 occupazioni", "Tutti insieme famo paura!", "Se un popolo ignorante ignora il presente uccide il futuro", "La cultura non è un lusso, è una necessità".

Ma vi siete mai chiesti (e non parlo solo agli studenti che poi vogliono solo fare un po' di casino, ma a tutti i manifestanti) perché i vostri comizi e cortei finiscono sempre da queste parti?

Studenti Santi Apostoli
Studenti Santi Apostoli
Studenti Santi Apostoli
Studenti Santi Apostoli

Studenti Santi Apostoli
Studenti Santi Apostoli
Studenti Santi Apostoli
Studenti Santi Apostoli

Vi rendete conto che il palazzo della Provincia è quello meno significativo per i poteri della Casta? Avete mai visto uscire un ministro da quella porta per parlare con il popolo? Oppure siete mai stati "invitati" a salire con una delegazione per trattare?

Vi accorgete che intanto il traffico scorre strombazzando e bestemmiando davanti a voi che rimanete chiusi in una piazza tanto bella quanto vittima di questa presa in giro per nulla democratica ad urlarvi letteralmente addosso?

Quando capirete che è del tutto inutile? Quando un Prefetto di Roma capirà che non si può immaginare di sfruttare solo due angoli di Roma per far sfogare i cittadini?

Quando un ministro ascolterà sul serio un sindaco che chiede da tempo di limitare le manifestazioni dentro Roma? Ma soprattutto, a parte incidenti e scontri, guerriglie e vandalismo, ferro e fuoco, paralisi della città, che cosa hanno prodotto tutte queste manifestazioni?

Valgono più le firme di un referendum o le presenze caotiche per strada? O meglio ancora, perché non vi radunate dove davvero sarebbero costretti ad ascoltare? Perché dovete, dobbiamo farci "blindare" per dire la nostra? Fanno più rumore cento pernacchie fuori da Montecitorio che diecimila slogan triti e ritriti nelle solite piazze ben lontane da chi detiene il potere.

Ottiene di più una campagna di rastrellamento ben condotta su internet (e magari piccoli comizi nei paesi) che milioni di fischietti e di bandierone a deturpare la quiete di un grande centro storico. Ancora non lo avete capito. Chissà quando ci arriverete.

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