Imu Roma: aspettando il 17 dicembre e la stangata del saldo

Mentre il mercato degli immobili crolla, per chi non può permetterci di specularci, e la crisi si stabilizza su livelli insostenibili per parecchi, con l'approssimarsi del 17 dicembre 2012, dilaga il panico per il saldo dell'ultima rata Imu nella capitale in vetta alle città con l'aliquota più cara per la prima casa e seconda casa, di sicuro anche tra il centinaio di falsi poveri proprietari delle di ville nelle zone di Casal Palocco e dell'Infernetto, auto di lusso e barche, e gli altrettanti scoperti dalle fiamme gialle sul litorale romano da Civitavecchia a Nettuno.

Dopo il versamento di 1 miliardo per la prima rata del'Imu, calcolata a giugno sull'aliquota base al 4 per mille sulla prima casa e al 7,6 per mille per la seconda, i romani di devono infatti preparare a versare l'ultima rata con l'aliquota che si attesta al 5 per mille per la prima abitazione e al 10,6 per mille per la seconda, che nelle delibere propedeutiche al bilancio per Roma, il Campidoglio ha scelto di elevare al massimo possibile. Facendo due conti questo significa che la stima del saldo ammonta al 200% in più rispetto all'acconto per la prima casa e quasi al 400% in più per la seconda.

La fine del 'sogno del mattone', sul quale investire risparmi, certezze e futuro, che ha spinto tanti a vendere le seconde case, contribuendo al crollo del mercato immobiliare. Di sicuro una vera legnata per la schiena di parecchi, che ingoierà di certo la tredicesima di quelli che hanno la fortuna di percepirla, i risparmi di pensionati che hanno investito tutto nella casetta della vecchiaia, le rinunce di chi ha comprato una casa ipotecando pure quello che stima di guadagnare in futuro.

Sempre ammesso che non rientrino nella percentuale di quelli che stanno fallendo, perdendo il lavoro e ogni prospettiva decente sui guadagni futuri, di certo tutti quelli che non rientrano nella categorira dei falsi poveri, ma in quella che potrebbe scivolare sotto la soglia di vera povertà, senza lavoro o con impieghi precari e sottopagati, prospettive indecenti e una casa da pagare a 'ste' cifre.

Probabilmente potrà invece tirare un sospiro di sollievo il Vaticano, grazie alla nuova definizione del concetto di ente commerciale, introdotta al volo dal governo di Mario Monti, che permette alla Chiesa di non pagare la tassa sugli immobili relativa alle ‘attività ad uso misto’, ovvero quelle che producono utili (cliniche, alberghi, ostelli, mense, ecc), varato nonostante il parere del Consiglio di Stato e quello di ogni cittadino che paga le tasse fino all'ultima goccia di sangue, con l'aggravante del rischio che l'Europa multi anche l'Italia per questo.

In soccorso a chi si trova invece già alle prese con procedure burocratiche e avvisi di pagamento dei tributi locali, dall'Imu alla Tari, il neonato ufficio per la difesa del contribuente del Comune, in viale Manzoni 16, mette un team di psicologi, assistenti sociali, avvocati e commercialisti, a disposizione dei contribuenti a titolo gratuito, per l'interpretazione (intanto) e il disbrigo delle pratiche di pagamento delle cartelle esattoriali (numero verde 800.133.322), con una corsia preferenziale riservata ai cittadini vittime di estorsione che hanno presentato denuncia agli sportelli antiusura dei vari municipi, ai quali la Giunta capitolina riconosce l’esonero dal pagamento dei tributi locali.

Foto | © Getty Images

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