Romanorum - il romano spiegato ai romani. Iella e Scalogna

 Romanorum: il romano spiegato ai romani.

Nuovo appuntamento con “Romanorum: il romano spiegato ai romani“: il nostro piccolo viaggio tra i modi di dire romani. Le origini poco note di certe espressioni, di alcuni termini del - dialetto o parlata, scegliete voi - romanesco. Quelle che usiamo ancora, in bilico tra tradizione e modernità, ma di cui ignoriamo spesso i natali. Confusi dal tempo o da eventi ormai - solo - tramandati.

Il 'romano de Roma' è mediamente troppo scettico e diffidente per essere superstizioso: più orientato al "Non è vero ma ci credo", si affida raramente ad amuleti e scongiuri. I due termini 'storici' che gli abitanti della Capitale usano per indicare la sfortuna sono la Iella (o Jella) e la Scalogna.

Il primo (iella) si trova più raramente nella variante 'zella' (sporcizia) e deriva comunque dall'arcaismo 'iettare', ossia gettare. È riferito al lancio di polvere contro un malcapitato per simboleggiare il proprio risentimento, con la pretesa di scagliare appunto un maleficio che porti sfortuna.

Il secondo termine (scalogna) deriva invece probabilmente dal latino 'calumnia' (calunnia), ma c'è anche chi pensa sia il femminile dello 'scalogno', una pianta tradizionalmente ritenuta portatrice di malasorte.

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