Tavolini selvaggi vs tavolini onesti: a Roma lunedì chiudono bar e ristoranti

Dopo anni di battaglia contro il tavolino selvaggio, con l'inasprimento delle regole sull'occupazione del suolo pubblico e i relativi arredi consentiti dalla soprintendenza, bar e ristoratori del centro storico scatenano anche quella del 'tavolino onesto'. Una protesta intrapresa dal nuovo Comitato autodifesa aziende della ristorazione (Cadar), contro tutte quelle limitazioni che incidono sugli incassi in tempi di crisi, colpendo l'estensione delle aree occupabili notevolmente ridotta, i tavoli vietati, i funghi che stufano e i discendenti (teli laterali di plastica) che chiudono.

Un comitato di aziende e dipendenti che hanno adeguato servizio e locali agli standard imposti, perdendo fatturato, hanno in qualche caso fatto ricorso al Tar, e lunedì 5 novembre protesteranno abbassando le saracinesche dei locali in Piazza Navona, Campo de’ Fiori e piazza della Rotonda, e portando in piazza del Pantheon cinquanta aziende e cinquecento dipendenti in pettorina rossa e slogan. «Chiudere oggi, per non chiudere domani per sempre».

Il portavoce del Cadar e presidente dell’Associazione operatori economici del centro storico e dell’associazione Navona 2003, Guido Campopiano è chiaro in proposito.

"Siamo stanchi di essere tormentati, da oltre sette anni, per l’esercizio di un diritto: l’occupazione di suolo pubblico. I nostri sono tavolini onesti che servono a pagare gli stipendi, per questo scenderanno in piazza cinquanta aziende e cinquecento dipendenti. E i nostri slogan non risparmieranno nessuno. Questa situazione va avanti da troppo tempo".

Sul tavolo delle richieste indirizzate al sindaco Gianni Alemanno spicca “l’applicazione integrale della legge 2106 della Regione Lazio, sistematicamente ignorata fino ad oggi da tutte le amministrazioni, che prevede particolari condizioni per l’occupazione di suolo pubblico proprio nelle aree vincolate … Ad esempio, non possono essere ridotte quelle che erano preesisti alla legge, in nome della tutela dei posti di lavoro”.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail