Roma città metropolitana e le sue nuove Province

Con le Città metropolitane e le nuove provincie, il decreto legge emanato dal governo Monti ridisegna la geografia dell'Italia insieme a quella del Lazio, che riduce le sue cinque provincie a tre, accorpando Viterbo e Rieti a nord, Frosinone e Latina a sud e la Roma città metropolitana al centro, con i suoi 121 comuni e 4 milioni e 400 mila abitanti su ben 5300 chilometri quadrati.

Una popolosa Città metropolitana operativa dal primo gennaio 2014, insieme a quelle di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria, che avrà più competenze delle altre sue due Province laziali, dalla pianificazione e programmazione dei servizi pubblici locali, al governo del territorio e dello sviluppo economico e sociale, mentre resta incerta la figura che la guiderà.

Secondo Alessandro Sterpa, docente di Istituzioni di Diritto Pubblico alla Sapienza, al momento si paventano tre possibili soluzioni:

    1) sindaci e consiglieri di tutti i 121 Comuni della Provincia, compresa Roma, eleggono un consiglio metropolitano che a sua volta elegge un presidente
    2) il sindaco di Roma diventa automaticamente sindaco dell'area metropolitana. Ma questo ha per contro il fatto che non sarebbe eletto dai cittadini dei Comuni della Provincia.
    3) ci potrebbe essere un'elezione popolare del sindaco metropolitano, ma la legge obbligherebbe in questo caso il Comune di Roma a sciogliersi in più Comuni, cosa non compatibile con il suo essere Capitale d'Italia".

Nicola Zingaretti, in ballo per diverse poltrone, per presentarsi come candidato del Centrosinistra alle elezioni regionali, dovrebbe però dimettersi prima della scadenza naturale di aprile 2013, del suo mandato di presidente della vecchia Provincia di Roma, quindi già a dicembre o gennaio.

In ogni caso dal primo gennaio prossimo saranno soppresse Giunte e province e il Presidente potrà delegare l'esercizio di funzioni a non più di 3 consiglieri provinciali.

Il decreto prevede anche il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi provinciali e comunali. Contestualmente viene confermata l'abolizione degli Assessorati. Gli organi politici dovranno avere, inoltre, sede esclusivamente nelle città capoluogo.

L'effettivo riordino delle Province entrerà in vigore dal 1 gennaio 2014, ma perché tutto sia pronto entro i tempo stabiliti, dal primo ottobre il Campidoglio e la Provincia hanno insediato una conferenza metropolitana per studiare il nuovo statuto della Città metropolitana e approvarlo entro il 30 settembre del 2013, mentre a novembre 2013 dovranno tenersi le elezioni per decidere i nuovi vertici.

Foto | © Getty Images

  • shares
  • Mail