Il Piano regolatore di Roma è realtà - Ecco come sarà la Capitale del futuro

Due terzi di territorio comunale verde per un totale di 87.700 ettari tutelati. 598 chilometri di binari, destinati a potenziare la rete su ferro sia di superficie sia sotterranea (metro A, B, B1, C e D). Recupero delle periferie con la costituzione delle 18 centralità (alcune contestate) dove saranno costruiti servizi, scuole, residenze, case popolari, uffici e poli culturali. E presto arriveranno anche 20.000 case popolari. Sarà così la Roma del futuro, almeno secondo quanto stabilisce il piano regolatore generale della città, ratificato definitivamente dal consiglio comunale dopo cinque anni di discussioni ed approvazioni.

Erano circa 50 anni che la Capitale d'Italia non si dotava di un simile strumento ed oltre 100 ne sono passati dall'ultimo Prg approvato regolarmente dal consiglio e non da un commissario speciale. Tanto basta per aver fatto dire al sindaco Veltroni che «Con la ratifica del Piano regolatore, è stata scritta una pagina storica per la città di Roma». Ma come sarà, dunque, la città eterna nel prossimo futuro? Centrale sarà la cura del ferro. In futuro Roma avrà quattro linee metropolitane. La linea A arriverà fino a Torrevecchia e poi oltre il Gra. La linea B a Castel Monastero lasciandosi alle spalle il capolinea di Rebibbia. La B1, attualmente in costruzione da Bologna a Jonio (apertura 2010-11) arriverà fino alla Bufalotta (dove non si placa la polemica per una delle possibili varianti al Prg che prevede migliaia di metri cubi di nuove case). La linea C (cantieri già aperti per il tratto Pantano-San Giovanni, apertura 2011) entro il 2015 arriverà fino a Clodio e poi fino a Grottarossa. La linea D, infine, arriverà nel 2015 (Ojetti-Prati Fiscali-Centro-Trastevere-Eur), i lavori partiranno nel 2009.

Grande attenzione poi è stata dedicata all'ambiente. Due terzi del territorio della città saranno vincolati a verde e il nuovo prg ha esteso i vincoli storici archeologici da un'area di 1700 ettari ad una di 7000. Nasceranno nuovi parchi tutelati: quello di Aguzzano, Tor Marancia, il Parco delle Valli, e il Parco Volusia. L'idea è quella di una cintura verde intorno alla città collegata con alcuni cunei come il parco di Veio o l'Appia. La Roma del futuro, poi, avrà periferie più decenti e molte più case popolari (ma in generale più cemento, cosa che ha fatto storcere il naso agli ambientalisti). Le periferie saranno comunque recuperate dal degrado.

In particolare sono previste 18 centralità di cui 10 già pianificate. Per centralità si intende la costruzione, o trasformazione, di aree periferiche in quartieri dotati di tutti quei servizi presenti in centro, dai poli culturali e museali, ai servizi e trasporti, fino alle piste ciclabili, asili, scuole biblioteche, uffici e abitazioni di diverso tipo. Nota dolente è che le 18 centralità sorgeranno quasi tutte sui terreni privati dei soliti costruttori romani: il rischio è che quest'ultimi vogliano costruire più dello stabilito, con varianti al Prg da concordare eventualmente volta per volta, dietro al pagamento compensazioni in denaro al comune per la realizzazione di opere per la città. E che gli uffici direzionali e i servizi diminuiscano a vantaggio delle abitazioni private. Di molto positivo, invece, c'è da registrare la diminuzione di metri cubi previsti, rispetto al vecchio prg: si passa da 120 a 65 milioni. E' prevista anche la costruzione di 20.000 case popolari ma in questo caso si tratta di una variante al Prg che il Consiglio approverà nei suoi ultimi giorni di vita (orfano di Veltroni) dopo l'accordo di qualche mese fa. Roma avrà poi tre Campus universitari: quello di Tor Vergata per Roma due, dove si sta costruendo anche la città dello sport di Calatrava, quello in zona Ostiense (zona ex cinodromo-San Paolo) per Roma Tre e quello per la Sapienza a Pietralata.

Per quanto riguarda gli interventi urbanistici in città da ricordare la Nuvola di Fuksas all'Eur (e vicino l'intervento di Renzo Piano al posto delle Torri della Finanza la cui approvazione, però, è contenuta in un'altra variante in corso di approvazione), la città dei Giovani di Reem Koolhas agli ex mercati generali, il Macro, il MAXXI, il Museo della Shoah, il Campidoglio due all'Ostiense, il nuovo stadio del tennis (a proposito, quello vecchio al Foro è stato già demolito), la nuova stazione Tiburtina e la riqualificazione di piazza Augusto Imperatore (ma non il sottopasso). Il Tevere vedrà innalzare sopra il suo corso due nuovi ponti: quello della Scienza, tra il quartiere Ostiense e Marconi, e quello della Musica, tra piazza Gentile da Fabriano al Flaminio e lungotevere Cadorna.

La cosa interessante del piano è che molti degli interventi previsti sono già partiti. Naturalmente resta il tema della casa. Il Prg sviluppa molte aree destinate ad ospitare abitazioni. Il problema principale della città, la casa, sarà quindi preso di petto ma le case popolari dovranno avere la precedenza. Fuori dal Prg restano, invece, le varianti Bufalotta e Millenium. La prima prevede un incremento di metri cubi proprio dove si sta sviluppando la zona commerciale Ikea-Porta di Roma ed è osteggiata da Verdi e forze della Sinistra. Millenium, invece, sembra avere più chance di essere approvata nei prossimi giorni. Si tratta, in questo caso, di una centralità che prevede la Fonopoli di Zero, case, uffici ed il grattacielo di Rogers.

Polemica, infine, l'opposizione: "Purtroppo questa consiliatura termina male con una forzatura ai danni della città" ha detto Alemanno riferendosi alla decisione di ratificare il Prg in pochi giorni prima dell'addio di Veltroni. Le forze di Centro destra avevano presentato 20.000 ordini del giorno per fare ostruzionismo. "Non sono responsabili, così non governeranno mai. Il Prg viene da cinque anni di discussioni" era stata, però, la risposta della giunta Veltroni. Qui la spiegazione del Prg da parte dell'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut.

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