Ntv, Montezemolo si dimette da presidente. No costruttivi e cambiamenti

Ne abbiamo parlato tante volte, di Ntv, Nuovo trasporto viaggiatori, la nuova compagnia ferroviaria privata di Montezemolo e Della Valle, dandovi le nostre impressioni di un viaggio in anteprima sul famigerato Italo.

Ora la cronaca porta a informarvi di un cambiamento a sorpresa, che chissà che novità porterà in casa Ntv. Ovvero le dimissioni di Montezemolo dalla presidenza di una realtà già decollata, “con un promettente successo commerciale”, malgrado, ammette, “tante difficoltà” (nominato presidente al posto suo, per la cronaca, Antonello Perricone).

Ma andiamo per ordine. La notizia è che Luca di Montezemolo ha lasciato la presidenza di Ntv. Fra le motivazioni ufficiali, leggiamo rispettivamente “la necessità di vitare un’eccessiva personalizzazione di NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori) e che la stessa assuma una propria identità a prescindere da chi ricopra gli incarichi”.

Ma anche, come lui afferma in seguito, “passo indietro per altri impegni professionali”.

"Sono stati anni formidabili – dice alle agenzie - Ho l`orgoglio di avere contribuito a creare dal nulla un`impresa che rappresenta oggi un`importante realtà imprenditoriale in Italia e in Europa. Un miliardo di euro di investimenti, mille persone di età media sotto i 30 anni, assunte a tempo indeterminato”.

Quali le novità, per noi consumatori, in casa Ntv, dopo questo addio? Cosa cambierà nella sua offerta commerciale rispetto alla concorrenza a Ferrovie dello Stato, costrette, come avevamo scritto in passato, a nuovo piano industriale di 27 miliardi, nuovi treni (gli Etr 1000) e la tratta Roma-Milano coperta non più in tre ore come oggi ma, appunto, con 40 minuti in meno?

Staremo a vedere cosa cambierà, intanto vi chiediamo di raccontarci se e come usufruire di questi nuovi servizi di trasporto ha un po' cambiato il vostro modo di vivere la città da "pendolari".

Per chiudere invece con una brevissima considerazione politica, per Luca di Montezemolo, sembra a noi profani, è il tempo dei “no” costruttivi, ovvero con la reiterazione dello slogan “mi impegno ma non lascio il posto ad altri”. Nel frattempo, però, la sua esposizione mediatica cresce: non potrebbe essere allora che il “no” costruttivo si stia trasformando in una strategia vincente, utile se un domani decidesse di proporsi come candidato politico all'elettorato italiano? Staremo a vedere.

Foto | Flickr

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