Se al cinema succede come all'ufficio anagrafe…

Tre spettacoli al cinema invece di quattro. L’idea è partita da un sondaggio del quotidiano “La Repubblica” che ha proposto di unire le proiezioni delle 20.30 e delle 22.30 in un’unica “forte” alle 21.30. Un modo per permettere soprattutto a chi lavora, di concedersi un film senza il chiodo fisso della sveglia l’indomani.

Tra le che sale hanno raccolto la sfida, il “Mignon”, piccolo e curato cinema di via Viterbo, a pochi passi da Porta Pia. A fare da “cavia”, la pluripremiata pellicola di Faridah Kechiche “Cous Cous” in cartellone da venerdì scorso con tre proiezioni: 15.30, 18.30, 21.30.

Com’è andata? Per la proiezione delle 21.30, non sono riuscita a trovare lo straccio di un biglietto, né sabato né domenica. Non solo. Chi è riuscito ad entrare mi ha detto di aver acquistato il biglietto tre ore prima, dopo essere rimasto a bocca asciutta per lo spettacolo delle 18.30.

Insomma, per ben due sere mi è toccato fare dietro front. E di delusi come me ce n’erano non pochi.
Morale della favola: forse il “tre al posto di quattro” può essere valido nei giorni feriali, ma, per favore almeno nel weekend risparmiateci l’ansia della corsa contro il tempo e lo stress di stare in coda tra ressa e lamentele. Manco fossimo all’anagrafe…

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