I consigli di Benedetto XVI alla Capitale

Attenzione a povertà e degrado, più diritti per gli immigrati, maggior impegno sociale sui temi del reddito e della famiglia. Questa la ricetta consigliata da Papa Benedetto XVI agli amministratori di Roma e Lazio, Walter Veltroni, Enrico Gasbarra e Piero Marrazzo al fine di curare i mali della città.

I presidenti di regione e provincia più il sindaco della Capitale sono stati accolti ieri dal Papa in Vaticano per il consueto incontro annuale. Benedetto XVI in questa occasione si è soffermato in particolare sui mali della città evidenziando "il degrado gravissimo" di alcune zone e la povertà causata in primis dall'arrivo di tanti immigrati e dall'aumento del costo della vita. Parallelamente Ratzinger ha anche ricordato come sia compito primario garantire il minimo indispensabile agli immigrati che giungono nella nostra Regione ed ha ricordato l'importanza del tema sicurezza.

Chiosa finale, come capita sempre più spesso, sulla famiglia messa in crisi, a suo dire, da coppie di fatto ed unioni civili (di cui sè è parlato anche a Roma con l'ipotesi in discussione di un registro ad hoc). Dal canto suo Veltroni ha risposto che Roma sta combattendo il degrado ed ha invitato a non strumentalizzare le parole del Pontefice: "Roma in questi anni ha conosciuto livelli di crescita economica senza precedenti insieme ad una attenzione forte verso gli ultimi: dal 2001, gli anziani assistiti sono passati da 107.000 a 182.000; i minori da 20.000 a 37.000, i disabili da 6700 a 11600. I posti negli asili nido sono raddoppiati, passando da 8.300 a 16.500. La spesa sociale, nonostante drammatici tagli alla finanza locale, è stata raddoppiata".

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