Blitz Blocco studentesco, oggi è toccato al Galilei

Un incubo senza senso. Ecco cosa stanno vivendo in queste ore gli studenti di alcuni licei capitolini, preda, come riportano le notizie dell'ultima ora di “incursioni” violente, anonime, di coetanei che sulla carta rispondono a movimenti di stampo politico, neofascista per la cronaca, impegnati in blitz che non hanno ragion d'essere (e subito deprecati a suon di comunicati stampa da tutte le forze politiche, compreso il duro intervento del sindaco Alemanno).

L'incubo comunque non è finito perchè oggi c'è stata una terza incursione, sempre di appartenenti a Blocco studentesco, che avrebbero tentato di fare irruzione al liceo Galileo Galilei, all'ora di entrata mattutina, intorno alle otto. Senza riuscirci però perchè il personale scolastico è riuscito a chiudere i cancelli.

I ragazzi avrebbero tentato di entrare con fumogeni in mano e lasciando una scia di volantini dietro di loro. Non si sa ancora se le forze dell'ordine siano riusciti a bloccare qualcuno di loro come è avvenuto ieri, quando cinque giovani, non tutti minorenni, sono stati fermati dal 112, chiamato da un genitore fuori dalla scuola.

Al Mameli invece le forze dell'ordine sono arrivate quando i ragazzi erano già scappati via, visto che l'incursione è fallita grazie, anche in questo caso, alla chiusura quasi immediata dei cancelli.

Le cronache di quel che è accaduto ieri al Giulio Cesare parlano di una ventina di ragazzi incappucciati che avevano con sé, anche in questo caso, dei fumogeni, nonostante Blocco studentesco abbia dichiarato che "l'azione alla scuola di Corso Trieste era dimostrativa, contro il ddl Aprea e la progressiva privatizzazione della scuola pubblica, ma pacifica: non c'erano bastoni".

C'erano bastoni? C'erano fumogeni? Particolari del genere sono importanti, ma ancora più importante in ogni caso sarebbe forse ricordare a noi stessi che le azioni dimostrative - pur per nobili motivi -che spesso i più giovani ci mettono sotto il naso non screditano i loro protagonisti solo se effettuate in modo democratico, quindi pacifico e rispettoso dei diritti degli altri.

Foto | Flickr

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