Romanzo comunale, retroscena dell'esperienza Alemanno secondo Croppi

Il titolo è sornione e vagamente geniale, Romanzo comunale. A scriverlo, da insider, Umberto Croppi, ex assessore capitolino alla Cultura, poi sostituito, perchè evidentemente la forbice fra le sue opinioni (politiche soprattutto) con il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è allargata.

Non a caso, dal Pdl Croppi è passato, nel novembre 2010, a Futuro e libertà, e così non è stato riconfermato al suo posto durante il rimpasto seguito all'azzeramento della Giunta, nel 2011. Al suo posto, delegato a Cultura e centro storico, c'è oggi Dino Gasperini. Ed in libreria ora, come dicevamo, arriva la sua Amarcord al fiele, appunto, nei confronti della giunta capitolina, scritta insieme con Giuliano Compagno per Newton Compton.

Non proprio una manna dal cielo, immaginiamo, per il povero Alemanno, insidiato in queste ultime settimane, in particolare dalle eclatanti dimissioni del governatore del Lazio Renata Polverini, da tante voci di stampa che lo definiscono dimissionario a breve (cosa da lui regolamente smentita).

Croppi, in una intervista a NoiRoma.it, minimizza, dicendo “nessuno rancore contro il sindaco” e non è che nel libro “non è che sveli chissà che cosa”, perchè ha cercato di

“essere oggettivo, riportando molti fatti che sono usciti anche sui giornali. Episodi sconfortanti che hanno riguardato questa amministrazione della quale ho fatto parte e per i quali non mi assolvo da responsabilità...volevo un manuale che spiegasse i modi con i quali si organizza la politica a Roma.”

Curiosi? “Ripeto, non svelo grandi retroscena. Svelo meccanismi”, continua Croppi, lasciando intendere che si tratti di una “retrospettiva” raccontata dall'interno su quello che alcuni hanno definito, dopo l'azzeramento della Giunta nel 2011, come riporta Croppi stesso, “il fallimento” (politico) di una generazione.

Via | NoiRoma

Foto | Flickr

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