Bernardo Bertolucci e il Campidoglio a Che tempo che fa

Aspettando "Io e te" al cinema e il ritorno di Bernardo Bertolucci dietro la macchina da presa, con una storia ispirata all'omonimo bestseller di Niccolò Ammaniti, è la 'posizione' del maestro e la recente disputa con il Campidoglio, ad aprire la serata con Bertolucci a "Che tempo che fa", andata in onda ieri sera.

Una disputa sgradevole, originata dalle barriere architettoniche del Campidoglio, ma anche da quelle di Roma, peggiorata dal comportamento di chi dovrebbe tenere conto dell'accessibilità di certe strutture e delle esigenze di chi vive su una sedia a rotelle come il regista, in primis il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Ben nove anni dopo "The Dreamers", a pochi giorni dal debutto nelle sale italiane del suo ultimo film e la nuova storia di fratelli, presentata Fuori Concorso all’ultimo Festival di Cannes con 12 minuti di applausi, il regista apre una delle sue rarissime interviste televisive con la spiacevole e scomoda diatriba accesa con il Campidoglio, dopo la sua denuncia alle barriere architettoniche del Campidoglio che gli hanno impedito di raggiungere la Sala rossa adibita ai matrimoni.

«Quando ho denunciato di non essere potuto andare al matrimonio del mio amico Mario Martone nella Sala Rossa in Campidoglio perchè non c'era la possibilità di accedere per un disabile, è arrivata la patetica risposta del sindaco Alemanno su Youtube»

Denuncia peggiorata dalla dichiarazione di Alemanno riguardo il fatto che "non si possono mettere pedane in piazza del Campidoglio", e soprattutto da quella del direttore dei musei capitolini Claudio Parisi Presicce, quando aggiunge che "si deve mantenere intatta la facciata del palazzo di Michelangelo e non deturparne il disegno".

Accuse e polemiche poco edificanti per l'immagine della capitale e della città europea, che Alemanno ha già cercato di ridimensionare con scuse e precisazioni

"Mi spiace e mi scuso se il maestro Bertolucci non è stato informato” sulle vie d’accesso al Campidoglio prive di barriere architettoniche ... ma garantisco che il Campidoglio, nonostante i vincoli architettonici e storici è totalmente accessibile come e oltre le altre Capitali europee. Bisogna stare attenti a non dare un’immagine distorta della nostra città’ che è perfettamente all’altezza delle altre grandi città europee"

Per la persone con disabilita’ motorie il Campidolgio sarebbe infatti accessibile dal Portico del Vignola, ovvero dalla rampa che da via del Tempio di Giove introduce da una parte a Palazzo dei Conservatori, luogo che ospita i Musei Capitolini, e dal lato opposto al Palazzo Senatorio, ma anche dall'accesso in via delle Tre Pile 1, con un ascensore che permette l’accesso a Palazzo dei Conservatori e Palazzo Caffarelli.

Del resto il problema dell'inaccessibilità della capitale per chi vive con disabilità motorie non riguarda solo il Campidoglio, non è da meno il quartiere di Trastevere dove è ambientato anche l'ultimo film di Bertolucci

«Vivere a Trastevere è diventato impossibile per me, Roma ormai è una città proibita per i disabili. Uscendo di casa mi sono reso conto che sono circondato da un percorso di guerra»

«Sono un personaggio noto per questo ho deciso di farmi portavoce di questa denuncia e spero che tutto questo clamore serva a qualcosa».

Una delle tante facce della città eterna che rende la vita e il quotidiano difficile a tanti, che dovremmo provare a migliorare nell'attesa di "Io e Te", nelle nostre sale dal 25 ottobre, in questa clip con i due protagonisti, Jacopo Olmi Antinori e Tea Falco, in cantina, che ballano abbracciati “Ragazzo Solo, Ragazza Sola”, versione italiana della fantastica “Space Oddity”, cantata da David Bowie con le parole di Mogol.

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