Fumogeni ed irruzioni al Giulio Cesare e in altri licei romani, blitz del Blocco Studentesco

A scuola come in curva. Il Blocco Studentesco, associazione giovanile che fa capo a Casa Pound, ha inscenato una protesta estemporanea tentando di fare irruzione in tre licei dei quartieri "bene" della Capitale: il Mameli, l'Avogadro e il Giulio Cesare. Nei primi due casi l'operazione da "commandos de noantri" è fallita, ma nello storico edificio di Corso Trieste il "blitz" è riuscito. Un piccolo gruppo di manifestanti, armati di fumogeni, sono riusciti ad entrare riempiendo l'aria di un denso fumo, distribuendo volanti e scandendo cori inneggianti al Duce.

Una "mini-marcia su Roma"? Macché, semplice nostalgico intercalare. L'obiettivo della "pacifica protesta" sarebbe stato quello di protestare contro la spending review. Lo spiegavano anche i volantini distribuiti nel caos dell'irruzione: "Contro tagli e privatizzazioni, scuola pubblica!". L'incompatibilità fra l'entrare urlando cori pro-Duce tenendo fumogeni accesi in mano e il consegnare a mano volantini sfugge ai militanti di destra.

Fabio De Martino sostiene che sia stata una semplice azione "dimostrativa":

Non c'era alcuna violenza, abbiamo voluto sottolineare che la generazione che il presidente del consiglio Monti ha definito «perduta» non è disposta ad accettare le misure e i tagli imposti alla scuola e all'università pubblica. Al termine del blitz, come si è detto totalmente pacifico tre studenti sono stati ingiustificatamente fermati dalle forze dell'ordine.

Già, perché ad aumentare l'effetto comico del blitz c'è stato il finale con tre ragazzi beccati dalla Polizia e portati in Questura per "accertamenti".

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