Caos rifiuti in Campania. La soluzione del Lazio: differenziata e gassificatori


Montagne maleodoranti di spazzatura nelle strade, colonne di fumo carico di diossina, discariche che aprono all'improvviso vicino alle abitazioni della gente. Lo scenario cupo che si sta vivendo sul fronte rifiuti a Napoli ed in Campania impone una riflessione anche sul modello di raccolta della spazzatura a Roma e nel Lazio. Bisogna dire subito che quanto succede a Napoli nel Lazio non accadrà e questo perchè nella nostra Regione si va verso la costruzione di 6-8 termovalorizzatori ed un aumento della raccolta differenziata. Qualche dato.

Ne avevamo già parlato proprio un anno fa qui su 06. Rispetto ad allora, però, il piano dei rifiuti regionale elaborato dalla giunta Marrazzo è stato approvato e qualcosa, rispetto a quanto scritto è cambiato. Innanzitutto i termovalorizzatori. Nel Lazio sono stati scelti i gassificatori e di impianti alla fine ce ne saranno probabilmente tre per un totale, però, di otto linee di smaltimento. In parole semplici un impianto con due linee di smaltimento lavora come se i gassificatori fossero due distinti e quindi il Lazio si doterà presto di un equivalente di otto impianti. Si pensi che la Campiania, con tutti i problemi che si ritrova, per ora ne sta costruendo solo uno ad Acerra. Ma dove verranno costruiti? I siti prescelti sono noti da tempo. Due o tre linee di smaltimento saranno a Malagrotta, dove un gassificatore è già in costruzione, due o tre a Colleferro (ne esistono già due) ed altrettanti a San Vittore. Alal fine ci saranno tre o quattro impianti per un totale di otto linee.

Fronte differenziata. I dati del Lazio non sono rassicuranti. Se è vero, infatti, che a Roma la raccolta differenziata cresce costantemente, oggi siamo intorno al 20-22%, la regione registra dati negativi con una media di raccolta di circa il 10-11%. L'obiettivo del piano è ambizioso. Arrivare al 50% entro il 2010. Come? Soprattutto incrementando il porta a porta e con un nuovo modello organizzativo. Per questo sono stati stanziati 175 mln per sette anni. Il successo del piano, però, come già detto dipende da noi: se infatti, individualmente, non incrementiamo la differenziata il rischio che si debbano aprire mini discariche temporanee o nuovi gassificatori, con relativo dibattito sulla loro sicurezza rispetto alla salute umana, è più che concreto.

Foto: Flickr

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