Concorso al Campidoglio, roba da guinness

"Roba da Guinness dei primati: in quarantacinque giorni conclusi i concorsi per i contratti a termine" si legge sul sito del comune di Roma. Una lode appassionata del direttore del Dipartimento per le risorse umane al suo personale. Notizia di quelle che ti fa pensare: "come sono efficienti lì al Campidoglio".

Ma, mio malgrado, sono uno di quei poveri 43.000 che hanno avuto la malaugurata idea di partecipare al concorso per 200 istruttori amministrativi, indetto dal Comune di Roma nell'ormai lontano febbraio 2005. Dopo numerosi rinvii, le prove preselettive, appaltate ad una ditta esterna, si sono svolte perfettamente: poca fila ai cancelli, sistemi computerizzati di risposte e risultati usciti in pochi giorni. Quando ha invece preso in mano la situazione l' "efficientissima" macchina organizzativa del comune di Roma, sono iniziati i problemi.

Il giorno degli scritti è stato memorabile: sembrava di stare in un girone dell'inferno dantesco. L'appuntamento per i circa 2.000 sopravvissuti ai test preselettivi, è stato il 6 giugno all'hotel Ergife. Sul telegramma di chiamata c'era scritto che si potevano consultare soltanto i testi di legge non commentati. Non essendoci controlli, però, nell'aula del concorso è entrato di tutto. Da testi universitari a bignami, da fogli con appunti a palmari.

La prova fissata per le 9.00 è cominciata verso mezzogiorno per motivi non meglio specificati. Dopo la lunga e snervante attesa gli scritti hanno preso il via. C'era chi consultava i testi commentati, chi aveva creato un gruppo di studio, chi chiedeva a quello a destra, chi copiava da quello a sinistra e chi faceva il suo compito onestamente. Il tutto sotto gli occhi dei pochi ed inermi membri della commissione che si aggiravano inutilmente tra i banchi dei candidati.

Finita la singolare prova scritta è uscita sul sito del comune di Roma la valutazione dei titoli per l'accesso al concorso. Con la mia laurea avevo diritto a due punti e mezzo, ma me ne hanno dati zero. A nulla è valso telefonare all'ufficio concorsi: il telefono squilla a vuoto e non risponde mai nessuno. Ho deciso di andare direttamente a via dei Cerchi, perdendo un'intera mattinata. "Effettivamente c'è stato un errore", mi ha detto l'impiegata, dandomi un modulo per fare un ricorso.

Sono passati quasi tre anni da quando è uscito questo "maledetto" concorso e sono ancora in attesa. Siamo tutti in attesa: aspettiamo che correggano gli scritti, che escano i risultati, che fissino la data per gli orali, che si svolgano gli orali, che esca la graduatoria definitiva e che si cominci a lavorare.

Nel frattempo mi sono dimenticato tutto quello che avevo studiato, ho cambiato quattro lavori, faccio fatica ad arrivare alla fine del mese e sono emigrato in Irlanda.

Complimenti per l'efficienza, roba da guinness dei primati!

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