Rifiuti Roma: Malagrotta, nuove discariche, inquinamento, indagini e indagati

Un tempo non era raro imbattersi lungo le strade della capitale con pittoreschi raccoglitori di cartoni, lattine, vetro, ferro, stracci e altro materiale recuperabile, come questo della foto scattata nel febbraio del 1975.

Oggi che la maggior parte dei rifiuti della capitale finiscono dal cassonetto poco differenziato alla città-discarica di Malagrotta, ancora aperta e a caccia di sostituite provvisorie e definitive, sono soprattutto oggetto di indagini, proteste, ipotese e mancate soluzioni, scomode e maleodoranti. Scomode come il rapporto Eras Lazio e la Valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione esposta a processi di raccolta, trasformazione e smaltimento dei rifiuti urbani nella regione Lazio, che attesta l'incremento delle patologie dell'apparato respiratorio per gli uomini e di quello cardiovascolare per le donne, soggette anche a tumori della laringe e della mammella, che abitano nella zona di Malagrotta, e nei pressi della mega discarica, di una raffineria e un inceneritore per rifiuti ospedalieri e farmaci scaduti.

Maleodoranti come il fascicolo aperto dalla Procura di Roma sulla gestore di Malagrotta per associazione a delinquere e traffico illecito di rifiuti, e quelle ipotesi di reato denunciate dall'inchiesta che, secondo il settimanale L'Espresso in edicola da domani, coinvolgerebbero l'avvocato Manlio Cerroni, per associazione a delinquere, estorsione, truffa e traffico illecito di rifiuti, riguardo alla gestione di Malagrotta, gli impianti per la produzione di combustibile da rifiuti costruiti ad Albano Laziale e la cava di Monti dell'Ortaccio, tra i candidati delle nuove discariche provvisorie per la capitale.

Una notiziona che avrebbe colto di sorpresa l'ignaro avvocato Cerroni, riscuotendo una raffica di "Non ne sono a conoscenza, non so che cosa dire, mi sorprende".

Intanto nel calderone della Monnezza di Roma finisce anche l'ennesima proroga della chiusura di Malagrotta per ospitare i soli rifiuti trattati, esportando all'estero gli altri restanti sarebbe prevista l’esportazione all’estero, con scelta di Bracciano come sito definitivo per l nuova discarica e realtivo ampliamento della discarica di Cupinoro, pari a circa 450 mila metri cubi, con tanto di accordo di massima tra Comune, Provincia, Regione e Comune di Bracciano.

Un progetto bocciato dall'assessore alle Politiche del territorio e alla Tutela ambientale della provincia di Roma, Michele Civita, che non piace neanche al commissario per l’emergenza rifiuti, il prefetto Goffredo Sottile, che punta ancora sull'ipotesi Monti dell'Ortaccio come sito provvisorio per poter evitare una proroga di Malagrotta, ipotesi affatto gradita al sindaco Alemanno e agli abitanti della zona, tra i tanti.

Foto | © Getty Images

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