Gigi Proietti: Brancaccio, che squallore

Dopo diversi mesi dalla querelle che ha visto protagonisti Maurizio Costanzo e lui stesso, Gigi Proietti torna a parlare del suo addio al teatro Brancaccio, dopo una direzione artistica pluriennale e ricca di soddisfazioni: "La botta l'ho avuta, ed è stata bella pesante. Quello che mi ha infastidito di più sono stati i modi volgari con cui hanno gestito la storia, una situazione tra le più squallide che mi siano mai accadute nella vita. Ma forse sarà che io passo per un volgarone romano, e hanno pensato che questi modi fossero in linea col mio personaggio. Chissà".

L'occasione per riaprire quello che lo stesso artista romano aveva definito "un golpe all'amatriciana", è la presentazione della versione aggiornata del suo spettacolo di culto, "Di nuovo Buonasera", che porterà in scena al Gran Teatro di Tor di Quinto a Roma dal 29 dicembre fino al 16 marzo. "Fortunatamente, dopo questa débacle al Brancaccio - dice Proietti - che per me è stato un vero calo di zuccheri, ho ricominciato subito a pensare alla mia carriera, con la sicurezza di ricominciare in un teatro bellissimo come questo, che mi fa venire in mente uno slogan come 'Proietti ri-tenda'. E allora facciamo questo tenda-tivo. Perché mi sembra di essere tornato agli inizi, nel '76, quando a piazza Mancini, portai per la prima volta uno spettacolo in un teatro tenda. In fondo, a Roma il teatro tenda l'ho inventato io". Del suo (ormai) ex amico Costanzo preferisce non parlare, pensando piuttosto a una rivincita: "60 mila biglietti prevenduti, segno che Roma ha risposto in maniera straordinaria e che ha scelto di seguirmi".

fonte | repubblica.it

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