Romeo e Giulietta? Erano due trans

“Romeo e Giulietta” erano due trans. Almeno questa è la versione del capolavoro shakespeariano messa in scena ieri nel teatro del carcere di Rebibbia da un gruppo di detenute transessuali.

L'opera, intitolata "Storia di Giulia" ha riportato vari atti dedicati alla celebre tragedia d'amore ed è stata interpretata da dodici trans che hanno recitato di fronte ad una platea composta, tra gli altri, dagli “inquilini” del braccio maschile G8.

L'iniziativa, che fa parte del ''Progetto Princesa-Tespis'' cominciato nel 2005 e rivolto alle trans detenute a Rebibbia, è nato dalla collaborazione tra il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Arcitrans Roma Circolo Libellula e l'Assessorato alle politiche del lavoro della provincia di Roma.

Il progetto è teso a migliorare la qualita' della vita di queste persone a livello sanitario generale e specifico per le terapie ormonali, con l'obiettivo di interrompere anche il circuito di emarginazione a cui sono sottoposte.

Un caso unico in tutta Italia, perché la direzione di Rebibbia favorisce l’integrazione con gli altri detenuti, a differenza di quanto avviene in altre strutture dove la condizione delle trans è di isolamento e quindi di ‘doppia detenzione’

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