Delitto Scarfò, incastrato l'assassino dopo 7 anni

Incastrato grazie al dna e all'intuito di Giovanna Petrocca, una poliziotta che seguiva il caso da sette anni. A uccidere la giovane e bella barista del Quadraro è stato Sabatino D'Alfonso, una sorta di "violentatore-seriale" già noto alle autorità; e che infatti ha ricevuto la notifica in carcere dove è detenuto per una violenza sessuale avvenuta a Latina nel 1999. L'ineludibile prova della colpevolezza di D'Alfonso è stata trovata nell'assorbente che la vittima indossava prima di essere uccisa con colpi in volto e in testa con il calcio di una pistola.

La sera del 29 dicembre 2000, finito il lavoro al bar, Maria Scarfò fu costretta a salire in una macchina. Secondo alcuni testimoni oculari aveva la faccia terrorizzata, e del suo sequestratore fu fatto un approssimativo identikit. Il suo corpo, selvaggiamente martoriato, fu ritrovato in una piazzola di sosta nei pressi di Caianello, sulla Roma-Napoli. Il nome di D'Alfonso uscì quando, il 7 agosto scorso, durante un permesso, aveva sequestrato quattro ragazze nei pressi del Teatro Marcello portandole nello stesso luogo dell'autostrada. L'esame del dna ha poi messo la parola fine a un delitto apparentemente senza soluzione.

fonte | Quotidiano.net

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